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Flipped Classroom: l'educazione “capovolta” all'insegna della sperimentazione e della tecnologia



In una società sempre più digitalizzata ed evoluta, diventa quasi automatico prevedere anche una revisione in ambito educativo e formativo. Sempre più spesso, infatti,

si sente parlare di flipped classroom o classi capovolte. Ma di cosa si tratta esattamente?
Come il nome stesso lascia intuire siamo di fronte ad un capovolgimento dei metodi di insegnamento tradizionali, ovvero la lezione frontale e lo studio individuale. Non più un rapporto docente-allievo piuttosto rigido, bensì un approccio metodologico che risponda all'esigenza di adattare il tempo della scuola alla società moderna, rendendolo più produttivo e funzionale. Ormai è evidente che non si può ignorare la tecnologia, ne' tantomeno il fatto che la vita degli studenti scorra in gran parte al di fuori delle mura scolastiche. Con internet si è assistito ad una diffusione massiva dei contenuti multimediali, rendendo possibile fruire da casa le lezioni dei docenti. Con la metodologia dell'insegnamento capovolto, l'insegnante fornisce agli studenti materiali didattici appositamente selezionati, che possono essere video, risorse multimediali, libri o e-book. Gli studenti studiano guardando i video e consultando i materiali più e più volte, ciascuno secondo le proprie esigenze, prima e al di fuori della scuola, e non dopo, come nel modello classico. Un approccio metodologico, dunque, che facilita l'apprendimento individualizzato, rispondendo alle esigenze dei digital native. Sfruttando l'utilizzo di video lezioni e materiale vario selezionato dal docente e fornito agli alunni per lo studio indipendente a casa, la classe, diventa l'occasione per interagire con i docenti e i compagni, per approfondire i diversi concetti e raggiungere competenze maggiori e più trasversali. Siamo di fronte ad un nuovo tempo educativo, un tempo completamente riorganizzato dove si riduce quello impiegato nella lezione frontale e nella correzione dei lavori assegnati a casa, in quanto gli esercizi vengono fatti principalmente in classe.
Una metodologia didattica particolarmente diffusa negli USA e nell'Europa del nord e di cui si sta sempre più parlando anche nel nostro paese e che non potrà certo essere ignorata.
Le flipped claassroom, ovviamente, necessitano di un setting didattico ad hoc, che parta dalla possibilità di essere connessi ad internet in classe attraverso una connessione a “banda larga” ed un corredo tecnologico che comprenda uno strumento di presentazione/rappresentazione video, notebook o un tablet per l'insegnante e qualcuno anche per gli allievi, che possono svolgere le loro attività in piccolo gruppi.
Più di 50 college e università negli Stati Uniti hanno adottato lo Scale-up o un approccio TEAL (Technology Enhanced Active Learning) e sono alla ricerca di soluzioni tecnologiche in aula che possano adattarsi alla modalità delle flipped classroom e alla conseguente cultura del BYOD. wePresent, sistema di presentazione wireless, si presta senz'altro ad accogliere questa sfida; compatibile con PC, Mac, iOS e Android, permette agli studenti di fare presentazioni interattive, collaborare, annotare sullo schermo, o partecipare a discussioni in aula dal proprio computer, tablet o dispositivo mobile.
La fatica dell'apprendimento certo non potrà essere eliminata dall'utilizzo di device tecnologici, la vera sfida sarà quella di declinare le abilità e le competenze tecnologiche dei giovani e di metterle al servizio della didattica e dell'apprendimento.

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Flipped Classroom: l'educazione “capovolta” all'insegna della sperimentazione e della tecnologia



In una società sempre più digitalizzata ed evoluta, diventa quasi automatico prevedere anche una revisione in ambito educativo e formativo. Sempre più spesso, infatti,

si sente parlare di flipped classroom o classi capovolte. Ma di cosa si tratta esattamente?
Come il nome stesso lascia intuire siamo di fronte ad un capovolgimento dei metodi di insegnamento tradizionali, ovvero la lezione frontale e lo studio individuale. Non più un rapporto docente-allievo piuttosto rigido, bensì un approccio metodologico che risponda all'esigenza di adattare il tempo della scuola alla società moderna, rendendolo più produttivo e funzionale. Ormai è evidente che non si può ignorare la tecnologia, ne' tantomeno il fatto che la vita degli studenti scorra in gran parte al di fuori delle mura scolastiche. Con internet si è assistito ad una diffusione massiva dei contenuti multimediali, rendendo possibile fruire da casa le lezioni dei docenti. Con la metodologia dell'insegnamento capovolto, l'insegnante fornisce agli studenti materiali didattici appositamente selezionati, che possono essere video, risorse multimediali, libri o e-book. Gli studenti studiano guardando i video e consultando i materiali più e più volte, ciascuno secondo le proprie esigenze, prima e al di fuori della scuola, e non dopo, come nel modello classico. Un approccio metodologico, dunque, che facilita l'apprendimento individualizzato, rispondendo alle esigenze dei digital native. Sfruttando l'utilizzo di video lezioni e materiale vario selezionato dal docente e fornito agli alunni per lo studio indipendente a casa, la classe, diventa l'occasione per interagire con i docenti e i compagni, per approfondire i diversi concetti e raggiungere competenze maggiori e più trasversali. Siamo di fronte ad un nuovo tempo educativo, un tempo completamente riorganizzato dove si riduce quello impiegato nella lezione frontale e nella correzione dei lavori assegnati a casa, in quanto gli esercizi vengono fatti principalmente in classe.
Una metodologia didattica particolarmente diffusa negli USA e nell'Europa del nord e di cui si sta sempre più parlando anche nel nostro paese e che non potrà certo essere ignorata.
Le flipped claassroom, ovviamente, necessitano di un setting didattico ad hoc, che parta dalla possibilità di essere connessi ad internet in classe attraverso una connessione a “banda larga” ed un corredo tecnologico che comprenda uno strumento di presentazione/rappresentazione video, notebook o un tablet per l'insegnante e qualcuno anche per gli allievi, che possono svolgere le loro attività in piccolo gruppi.
Più di 50 college e università negli Stati Uniti hanno adottato lo Scale-up o un approccio TEAL (Technology Enhanced Active Learning) e sono alla ricerca di soluzioni tecnologiche in aula che possano adattarsi alla modalità delle flipped classroom e alla conseguente cultura del BYOD. wePresent, sistema di presentazione wireless, si presta senz'altro ad accogliere questa sfida; compatibile con PC, Mac, iOS e Android, permette agli studenti di fare presentazioni interattive, collaborare, annotare sullo schermo, o partecipare a discussioni in aula dal proprio computer, tablet o dispositivo mobile.
La fatica dell'apprendimento certo non potrà essere eliminata dall'utilizzo di device tecnologici, la vera sfida sarà quella di declinare le abilità e le competenze tecnologiche dei giovani e di metterle al servizio della didattica e dell'apprendimento.

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In una società sempre più digitalizzata ed evoluta, diventa quasi automatico prevedere anche una revisione in ambito educativo e formativo. Sempre più spesso, infatti,

si sente parlare di flipped classroom o classi capovolte. Ma di cosa si tratta esattamente?
Come il nome stesso lascia intuire siamo di fronte ad un capovolgimento dei metodi di insegnamento tradizionali, ovvero la lezione frontale e lo studio individuale. Non più un rapporto docente-allievo piuttosto rigido, bensì un approccio metodologico che risponda all'esigenza di adattare il tempo della scuola alla società moderna, rendendolo più produttivo e funzionale. Ormai è evidente che non si può ignorare la tecnologia, ne' tantomeno il fatto che la vita degli studenti scorra in gran parte al di fuori delle mura scolastiche. Con internet si è assistito ad una diffusione massiva dei contenuti multimediali, rendendo possibile fruire da casa le lezioni dei docenti. Con la metodologia dell'insegnamento capovolto, l'insegnante fornisce agli studenti materiali didattici appositamente selezionati, che possono essere video, risorse multimediali, libri o e-book. Gli studenti studiano guardando i video e consultando i materiali più e più volte, ciascuno secondo le proprie esigenze, prima e al di fuori della scuola, e non dopo, come nel modello classico. Un approccio metodologico, dunque, che facilita l'apprendimento individualizzato, rispondendo alle esigenze dei digital native. Sfruttando l'utilizzo di video lezioni e materiale vario selezionato dal docente e fornito agli alunni per lo studio indipendente a casa, la classe, diventa l'occasione per interagire con i docenti e i compagni, per approfondire i diversi concetti e raggiungere competenze maggiori e più trasversali. Siamo di fronte ad un nuovo tempo educativo, un tempo completamente riorganizzato dove si riduce quello impiegato nella lezione frontale e nella correzione dei lavori assegnati a casa, in quanto gli esercizi vengono fatti principalmente in classe.
Una metodologia didattica particolarmente diffusa negli USA e nell'Europa del nord e di cui si sta sempre più parlando anche nel nostro paese e che non potrà certo essere ignorata.
Le flipped claassroom, ovviamente, necessitano di un setting didattico ad hoc, che parta dalla possibilità di essere connessi ad internet in classe attraverso una connessione a “banda larga” ed un corredo tecnologico che comprenda uno strumento di presentazione/rappresentazione video, notebook o un tablet per l'insegnante e qualcuno anche per gli allievi, che possono svolgere le loro attività in piccolo gruppi.
Più di 50 college e università negli Stati Uniti hanno adottato lo Scale-up o un approccio TEAL (Technology Enhanced Active Learning) e sono alla ricerca di soluzioni tecnologiche in aula che possano adattarsi alla modalità delle flipped classroom e alla conseguente cultura del BYOD. wePresent, sistema di presentazione wireless, si presta senz'altro ad accogliere questa sfida; compatibile con PC, Mac, iOS e Android, permette agli studenti di fare presentazioni interattive, collaborare, annotare sullo schermo, o partecipare a discussioni in aula dal proprio computer, tablet o dispositivo mobile.
La fatica dell'apprendimento certo non potrà essere eliminata dall'utilizzo di device tecnologici, la vera sfida sarà quella di declinare le abilità e le competenze tecnologiche dei giovani e di metterle al servizio della didattica e dell'apprendimento.

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