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BABY BOSS in tutti i cinema italiani dal 20 aprile, pronti a conoscere un LEADER NATO?



Lo Studio che ha realizzato Shrek, Kung Fu Panda e Madagascar presenta BABY BOSS, una divertente commedia per grandi e piccoli, che racconta cosa succede all'interno di una famiglia quando

arriva un nuovo bebè. Il tutto raccontato dal punto di vista fantasioso di un bambino di 7 anni, di nome Tim.
Baby Boss, il nuovo bebè, arriva a casa di Tim in taxi, indossa giacca e cravatta e ha in mano una ventiquattrore. La rivalità tra i due fratelli verrà superata nel momento in cui Tim scopre che Baby Boss altri non è che una spia in missione segreta, e che solo lui potrà aiutarlo. I due piccoli soci saranno catapultati in un'avventura stravagante e, per riuscire a sventare un complotto ignobile, saranno coinvolti in una battaglia epica fra cuccioli e bambini.
Ispirata al best seller di Marla Frazee, questa esilarante commedia nella versione originale presenta le voci di Alec Baldwin (Baby), Steve Buscemi (il malvagio Francis E. Francis), Jimmy Kimmel e Lisa Kudrow (gli ignari genitori di Tim e il bebè), Miles Bakshi (Tim) e Tobey Maguire, nella parte del narratore del film.
Il regista Tom McGrath, noto soprattutto per aver diretto i tre blockbuster di Madagascar di DreamWorks, e il fantasy del 2010 Megamind, considera BABY BOSS una storia molto personale. Racconta di come sia rimasto colpito dal libro, la prima volta che lo ha letto. “Il libro di Marla mi ha catturato completamente. È un libro che conta circa 30 pagine rigide, non sapevo che fosse tanto popolare. Mi ha fatto pensare alla mia infanzia e alle dinamiche della mia famiglia, scatenando subito la mia fantasia, immaginando quanto sarebbe stato bello trasformarlo in un lungometraggio”.
McGrath, il più piccolo di due fratelli, era un po' il ‘baby boss' della sua famiglia, ed è ben consapevole dello sconvolgimento provocato dal suo arrivo. Ha immaginato la storia come una lettera d'amore a suo fratello maggiore. “Lo scrittore Michael McCullers ed io siamo rimasti subito colpiti dall'idea centrale del libro, che descrive le conseguenze dell'arrivo di un nuovo bambino in famiglia, che si impossessa di tutta la casa”, dice Tom. “Mio fratello ed io giocavamo molto, da piccoli, ma litigavamo come tutti i fratelli.Tuttavia i fratelli, da grandi, a volte diventano amici intimi. Questo film per me è stato un omaggio affettuoso a mio fratello. È ispirato alle tante cose che abbiamo fatto crescendo insieme. È ambientato in una piccola città e mescola insieme gli anni ‘60, '70 e 80. Penso che molti genitori proveranno nostalgia vedendo questo film, perché è ricco di dettagli che ricorderanno loro l'infanzia”.
Oltre che dal richiamo comico, l'interesse della produttrice Ramsey Naito è stato immediatamente sollecitato dai sentimenti e dai personaggi che popolano la storia. “La trama del film in un certo senso riflette la mia vita Mio figlio maggiore aveva proprio sette anni quando è arrivato il secondo, ed era molto geloso, così come Tim, il personaggio principale della nostra storia. Ho trovato subito una corrispondenza fra la mia storia e quella del film”, dichiara Naito, i cui crediti principali comprendono SpongeBob – Il film, Jimmy Neutron – Ragazzo prodigio, e South Park – Il film: Più grosso, più lungo & tutto intero. “Mi piace che questo film celebri il potere dell'immaginazione infantile".
Naito spiega inoltre che il film è speciale perché racconta una storia che sia grandi che piccoli sono in grado di apprezzare, e presenta situazioni originali e inattese in ogni scena. “Prima assistiamo all'arrivo di Baby Boss, poi scopriamo che è un bambino molto originale, che indossa giacca e cravatta”, spiega. “Poi proviamo tenerezza per Tim che teme che i suoi genitori non riescano più ad amarlo come prima. Ma presto Tim si rende conto che c'è qualcosa di diverso in questo fratellino. E alla fine restiamo invischiati in una sorta di film di spionaggio, che racconta le rocambolesche avventure di Tim e di Baby Boss per salvare il mondo”.
Naito aggiunge: “Al di là del suo spiccato umorismo, il film suscita tante emozioni diverse. Baby Boss porta scompiglio nella vita di Tim e della sua famiglia, ma alla fine insegnerà a tutti ciò che conta davvero".
Mentre il libro di Frazee ruota esclusivamente intorno al bebè e ai suoi genitori, McGrath ha sentito l'esigenza di introdurre un altro personaggio nel film, il fratello maggiore di nome Tim. L'idea era di avere un film raccontato dal punto di vista di un bambino che sta per avere un fratellino, con tutta la rivalità che questo comporta. Per scrivere il copione, la DreamWorks ha contattato il noto scrittore Michael McCullers (Mr. Peabody e Sherman, Baby Mama, Austin Powers).
“Ho quattro figli e due di loro avevano tre e cinque anni all'epoca in cui ho scritto il copione”, dice McCullers. “Sono rimasto subito colpito dall'idea centrale del libro, che parla di cosa accade quando in una famiglia arriva un altro bambino. Io e Tom abbiamo collaborato per dare vita al ‘Baby Boss'. Per quale società lavora, qual è la sua missione? La trama ci ha dato la possibilità di esplorare il mito della nascita in un modo interessante e divertente”.
McCullers ritiene che l'aspetto più originale e creativo del film riguardi proprio la narrazione fornita da un bambino di 7 anni. “Questo è il nucleo emotivo della storia”, spiega. “Ci siamo accorti che non ci sono tanti film che analizzano i sentimenti suscitati dall'arrivo di un nuovo fratellino o sorellina. In realtà è proprio una delle primissime dinamiche di una famiglia. Si tratta di condividere l'amore e di superare la gelosia che inevitabilmente subentra. In un certo senso questo è un film che si rivolge sia ai genitori che ai bambini perché tutti noi abbiamo vissuto le situazioni rappresentate nel film, in un modo o nell'altro, senza la presenza del bambino dispotico, ovviamente!”
Un omaggio ai fumetti classici
Uno degli elementi chiave che contraddistinguono il film è il suo stile visivo. Come nel caso della maggior parte dei film di DreamWorks Animation, i filmmaker hanno sempre cercato di creare immagini abbinate ai temi raccontati nei film. Negli anni recenti, l'animazione è progredita al punto da riuscire quasi a riprodurre il fotorealismo della live action. Nel caso di BABY BOSS, McGrath e la sua squadra volevano creare un mondo di fantasia che conduce il pubblico in un mondo animato, simile a quello dei grandi classici di animazione.
“Sono cresciuto con i cartoni di Chuck Jones e di Bob Clampett”, ricorda McGrath. “Questo film mi ha dato l'occasione di ricreare la magia del 2D al fianco della moderna tecnologia generata al computer. Volevamo che questi personaggi sembrassero fatti di carne. Il risultato è che i protagonisti del film trasmettono molto della storia attraverso le loro espressioni e performance, e questa è una novità nel campo dell'animazione. Il mondo che abbiamo creato nel film è abbastanza diverso dal tradizionale 2D più duro e grafico, che si vede oggi in TV”.
David James, lo scenografo del film, che ha lavorato in tanti film DreamWorks fra cui Mostri contro Alieni, Megamind, Mr. Peabody e Sherman, spiega che la squadra creativa ha voluto rendere omaggio ad alcuni classici del cinema che tutti amano.
“Siamo tutti fan di Chuck Jones e di Maurice Noble e ammiriamo il look dei disegni manuali dei cortometraggi dei tempi d'oro dell'animazione”, dice James. “La struggente atmosfera di Lilly e il Vagabondo (1955), ad esempio, esprime il look dell'era vittoriana. Volevamo ottenere la stessa sensazione anche nel nostro film, nonostante sia ambientato in un passato più recente”.
James spiega che il film è ricco di dettagli simpatici ispirati alle esperienze personali degli artisti dello Studio. “Mi piaceva l'idea che il film fosse sviluppato attraverso il punto di vista di un personaggio che vive un'esperienza di portata quasi universale: le ingiustizie che si consumano tra i fratelli!” dice James. “Quest'idea mi ha fornito un obiettivo, aiutandomi a dare senso e coerenza a tutti i disegni”.
La storia
L'attore Tobey Maguire (trilogia di Spider-Man, Le regole della casa del sidro) è il narratore del film. “Tim è un bambino felice di sette anni, con due genitori amorevoli, ma all'inizio è figlio unico ma quando viene a sapere che avrà un fratellino, non è così contento di dover condividere l'amore e il tempo dei suoi genitori”, spiega Maguire. “Cerca di accettare questo cambiamento, e scatena la sua fantasia rispetto a Baby Boss”.
Maguire sottolinea che il rapporto di Tim con suo fratello è litigioso. “Tim è sospettoso del suo fratellino perché è come un adulto professionale, e vorrebbe che i suoi genitori se ne accorgessero, per riconquistare la loro attenzione. Ma a un certo punto dovrà unire le sue forze con quelle di suo fratello, per combattere Francis e fermare il suo piano di distruggere la Baby Co.”
Quando la missione del bebè è terminata, e Baby Boss deve ormai andarsene, Tim pensa che finalmente sarà felice senza di lui, ma non ha fatto i conti con il fatto che nel frattempo si è affezionato moltissimo al suo fratellino e alla fine non vorrà lasciarlo andare”.
Maguire dice di trovare il film molto divertente e di facile accesso per tutti. “Il film è molto fantasioso, e l'idea di far doppiare Baby Boss da Alec Baldwin è magnifica e divertente. Ma racconta anche una storia in cui sia genitori che bambini potranno identificarsi perché sicuramente avranno vissuto l'uno o l'altro problema”.
Maguire racconta di essersi divertito un mondo insieme a Tom McGrath e al resto della sua squadra creativa. Osserva: “E' un filmmaker straordinario, è molto facile lavorare con lui e ammiro moltissimo la sua creatività. Ha una spiccata immaginazione ed è molto simpatico. Penso che abbia davvero trovato il tono giusto con cui raccontare questo film”.
Storyboard & Animazione
Il responsabile degli storyboard di BABY BOSS, Ennio Torresan, spiega di essere subito entrato in sintonia con alcune delle sequenze chiave del film. “Ho lavorato con Tom McGrath in Megamind e nei film di Madagascar e condividiamo lo stesso senso dell'umorismo”, dice. “Il fatto che il pubblico entra ed esce dalla mente del personaggio principale Tim non era mai stato realizzato prima, e mi è piaciuto moltissimo. Anche io ho due figli e ci sono stati episodi di gelosia fra loro. Ogni lunedì raccontavo a Tom le storie di quello che succedeva a casa nostra e di come i miei figli quasi mi uccidevano durante il weekend, quindi nel film ci sono un po' anche le nostre storie personali!”
Torresan, che nei suoi storyboard usa carta, matita e photoshop, afferma di aver trovato molta ispirazione nelle opera dei leggendari animatori Friz Freleng e Tex Avery. “Freleng è stato un grande modello per la musica e le colonne sonore”, dichiara. “Mi piace pensare al nostro regista come a un artista folle, comico e brillante, alla Mozart. È un esperto di commedie e tutti noi cerchiamo di emularlo”.
Carlos Puertolas, il capo dell'animazione del film, ha avuto come obiettivo la creazione di uno stile d'animazione retrò in 2D per un film popolato da personaggi indimenticabili. Puertolas, un veterano della DreamWorks Animation, che ha lavorato per Madagascar 2 – Via dall'isola, Madagascar 3 – Ricercati in Europa, Le 5 leggende e Home – A casa, afferma di aver sempre saputo che il film sarebbe stato speciale, dal primo momento in cui ne ha parlato con McGrath. “E' il film perfetto da animare perché è raccontato dalla prospettiva di un bambino”, dice. “La fantasia gioca un ruolo importante nella vita dei bambini e del nostro film”.
Insieme alla sua squadra, Puertolas ha lavorato per ottenere personaggi dall' aspetto accattivante in ogni angolazione. “Nel caso di Baby Boss, ad esempio, sentiamo la voce di Alec Baldwin ma il personaggio ha l'aspetto di un bimbo dolcissimo. Il pubblico lo troverà irresistibile, con le sue guance soffici e tenere. Lo stesso vale per Tim. Deve essere un bambino amabile di sette anni. Ma ciò che appare carino a un adulto può sembrare noioso a un giovane spettatore. Tim non doveva essere lagnoso, ma avere un atteggiamento quasi spavaldo, per piacere anche a un pubblico più giovane”.
Scenografia e Montaggio
Il respondabile del layout Kent Seki dichiara che il film ha fornito l'occasione di sperimentare diversi stili cinematografici, specialmente durante le sequenze in cui Tim vola con la fantasia. “In quelle sequenze abbiamo scelto la tecnica tridimensionale per realizzare le avventure fantasiose immaginate da Tim”, spiega Seki. “Abbiamo utilizzato l'obiettivo “basculante e decentrabile”, un'assoluta novità per noi, che consiste nello spostare il piano della macchina da presa e ruotare le lenti, creando un cambiamento della prospettiva per ottenere un effetto “miniatura”. In questo modo, ad esempio, i personaggi si sentiranno ancora più piccoli all'interno della Baby Corp. Quando Baby Boss esce dall'ufficio per tornare alla sua famiglia, abbiamo invece introdotto l'effetto tridimensionale per dare profondità e rinforzare il contenuto emotivo di quel momento”.
Un altro aspetto del film che secondo Seki è speciale, è il modo in cui il regista Tom McGrath crea l'azione dinamica e ricorre alla pre-visualizzazione per pianificare le riprese. “Abbiamo cercato costantemente di migliorare le performance e specialmente le reazioni emotive dei personaggi”, aggiunge Seki. “Abbiamo studiato i movimenti dei personaggi per fare in modo che riuscissero a esprimere le loro emozioni nel modo migliore. Abbiamo revisionato costantemente l'illuminazione insieme agli artisti… In generale devo dire che il nostro film esprime il meglio dell'animazione nelle sue scelte estetiche e narrative”.
Il montatore capo del film Jim Ryan ha avuto il compito di selezionare i momenti migliori del film. “Si può scegliere il taglio tipico delle commedie selezionando i momenti più demenziali, oppure optare per un film che assomigli più a un fumetto, montando le scene con un certo ritmo”.
Ryan si è ispirato ai classici di Steven Spielberg per creare le sequenze in cui la fantasia di Tim si scatena. “Le fantasie di Tim sono quattro: quando corre nella giungla, quando lotta contro un gorilla, quando sale a bordo di una navicella spaziale, e quando si tuffa nell'acqua per salvare i suoi genitori dagli squali. In questi casi abbiamo usato uno stile di montaggio che ricorda alcuni di questi film che tutti conoscono”.
L'animazione CG e gli Effetti Visivi
Creare l'animazione CG e gli effetti visivi per un film che parla di una tipica famiglia americana alle prese con un insolito neonato può presentare delle difficoltà pari, se non superiori, a quelle di un blockbuster.
“I dettagli della stanza di Tim, piena di giocattoli, possono risultare complessi, così come la scena dell'inseguimento in giardino, in cui abbiamo dovuto creare l'effetto dell'erba”, afferma il supervisore effetti visivi Ken Bielenberg, un veterano dei film di Shrek, Il gatto con gli stivali, e Mostri contro Alieni. “Nell'inseguimento c'è tanta azione e abbiamo dovuto fare in modo che i personaggi fossero chiari e ben visibili, nonostante si muovano moto rapidamente. Abbiamo inoltre studiato il modo per passare fluidamente dai personaggi e dagli ambienti generati al computer, ai matte painting più stilizzati e pittorici”.
Bielenberg osserva che nonostante BABY BOSS non sia un film basato sugli effetti, è comunque ricco di sequenze altamente tecnologiche. Un buon esempio è la scena in cui Baby Boss fa finta di essere malato per distrarre il suo babysitter, Eugene. “Questa lunga sequenza di vomito a raffica doveva essere pianificata in maniera dettagliata”, dice Bielenberg. “Il liquido interagisce con i personaggi, con i loro capelli e vestiti, e con le superfici. Bisogna studiare come interagisce con il materiale”.
Il supervisore effetti visivi Tony K. Williams spiega che l'interesse di McGrath nei confronti dell'animazione classica e di artisti del calibro di Mary Blair ha avuto un forte impatto sul modo in cui la squadra ha incorporato la tecnica 2D nelle immagini. “Non è facile far sembrare qualcosa semplice”, dice. “Il nostro lavoro è quello di ridurre le forme al minimo. Ci sono altri film in cui ho lavorato, in cui dovevamo aggiungere dettagli e paradossalmente questo è più facile. Il nostro lavoro qui invece consisteva nell'ottenere un'animazione pulita e nitida, in cui non si può nascondere nulla!”
Per rendere il faccino di Baby Boss il più accattivante possibile, Williams e la sua squadra hanno studiato le deformazioni geometriche estreme. “Le nostre forme dovevano riflettere l'estetica dei fumetti, con occhi molto grandi e tenere espressioni facciali”, spiega. “Un altro elemento importante del film riguarda i capelli. Sono molto orgoglioso dei capelli di Tim, hanno un aspetto magnifico da qualsiasi angolazione!”
La scena con i neonati sul nastro trasportatore della Baby Corp, è una delle preferite del supervisore effetti visivi Vanitha Rangaraju. “E' una sequenza pazzesca, ed è lì che viene presentato Baby Boss”, spiega. “Volevamo ottenere un' atmosfera eterea, paradisiaca. Il nostro scopo era vedere la mano dell'artista al di là della tecnologia CG, per creare un rapporto diretto con il pubblico”.
Rangaraju spiega che il crowd department, il dipartimento che si è occupato dell'animazione della folla, ha dovuto creare quattrocento neonati all'interno di un'unica scena. “Ci eravamo già occupati di folle di persone nei nostri film, ma niente di paragonabile a questo. La pelle dei bambini è soffice e semi trasparente. Il dipartimento della texture ha lavorato molto per ottenere la qualità desiderata. Abbiamo utilizzato la tecnica del “subsurface scattering” (il metodo con cui la luce penetra un oggetto traslucido) per fare in modo che la pelle riflettesse la luce.
Il supervisore digitale Vimal Subramaniam spiega che il film ha un aspetto e una atmosfera molto diversi rispetto agli altri progetti in cui ha lavorato in precedenza: “A differenza degli altri film, abbiamo creato un look che riflettesse l'umore del nostro protagonista. Quando Tim pensa di essere il centro del mondo, è illuminato, quando invece si sente escluso, è in penombra. La tavolozza cromatica è composta da un miscuglio di colori analoghi e complementari, tutti basati sull'atmosfera trasmessa dal film. Anche le luci si incentrano sul personaggio e mirano a esprimere le emozioni di Tim. Il matte painting è impressionistico e il surfacing è stilizzato, e presenta addirittura motivi in legno nel mobilio!”
Il supervisore effetti Mitul Patel aggiunge: “Tutti gli altri film in cui ho lavorato avevano forme e ritmi molto realistici, mentre in BABY BOSS, gli effetti hanno la funzione di rendere il film più divertente. Le forme sono semplici ma artistiche e il ritmo è sincopato, simile a quello di un cartone. È stato una sfida perché i nostri strumenti sono costruiti su reali principi di fisica quindi abbiamo lavorato duramente per ottenere il look e il ritmo che volevamo nel film”.
Il supervisore delle luci Rajarajan Ramakrishnan, spiega che McGrath ha una sua filosofia rispetto all'illuminazione, che si basa sul concetto che la “luce è amore”. “Abbiamo dovuto comprendere questa semplice filosofia e impiegare le nostre tecniche per soddisfare la sua visione”, dice Ramakrishnan. “Essendo padre di una bambina di due anni, questo film ha acquisito per me un significato particolare, dato che mette in scena il legame emotivo tra fratelli. Le immagini rappresentano l'intimità di una famiglia e rivelano i sentimenti. Le luci e le sfumature ottiche dovevano riflettere le emozioni dei personaggi”.

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BABY BOSS in tutti i cinema italiani dal 20 aprile, pronti a conoscere un LEADER NATO?



Lo Studio che ha realizzato Shrek, Kung Fu Panda e Madagascar presenta BABY BOSS, una divertente commedia per grandi e piccoli, che racconta cosa succede all'interno di una famiglia quando

arriva un nuovo bebè. Il tutto raccontato dal punto di vista fantasioso di un bambino di 7 anni, di nome Tim.
Baby Boss, il nuovo bebè, arriva a casa di Tim in taxi, indossa giacca e cravatta e ha in mano una ventiquattrore. La rivalità tra i due fratelli verrà superata nel momento in cui Tim scopre che Baby Boss altri non è che una spia in missione segreta, e che solo lui potrà aiutarlo. I due piccoli soci saranno catapultati in un'avventura stravagante e, per riuscire a sventare un complotto ignobile, saranno coinvolti in una battaglia epica fra cuccioli e bambini.
Ispirata al best seller di Marla Frazee, questa esilarante commedia nella versione originale presenta le voci di Alec Baldwin (Baby), Steve Buscemi (il malvagio Francis E. Francis), Jimmy Kimmel e Lisa Kudrow (gli ignari genitori di Tim e il bebè), Miles Bakshi (Tim) e Tobey Maguire, nella parte del narratore del film.
Il regista Tom McGrath, noto soprattutto per aver diretto i tre blockbuster di Madagascar di DreamWorks, e il fantasy del 2010 Megamind, considera BABY BOSS una storia molto personale. Racconta di come sia rimasto colpito dal libro, la prima volta che lo ha letto. “Il libro di Marla mi ha catturato completamente. È un libro che conta circa 30 pagine rigide, non sapevo che fosse tanto popolare. Mi ha fatto pensare alla mia infanzia e alle dinamiche della mia famiglia, scatenando subito la mia fantasia, immaginando quanto sarebbe stato bello trasformarlo in un lungometraggio”.
McGrath, il più piccolo di due fratelli, era un po' il ‘baby boss' della sua famiglia, ed è ben consapevole dello sconvolgimento provocato dal suo arrivo. Ha immaginato la storia come una lettera d'amore a suo fratello maggiore. “Lo scrittore Michael McCullers ed io siamo rimasti subito colpiti dall'idea centrale del libro, che descrive le conseguenze dell'arrivo di un nuovo bambino in famiglia, che si impossessa di tutta la casa”, dice Tom. “Mio fratello ed io giocavamo molto, da piccoli, ma litigavamo come tutti i fratelli.Tuttavia i fratelli, da grandi, a volte diventano amici intimi. Questo film per me è stato un omaggio affettuoso a mio fratello. È ispirato alle tante cose che abbiamo fatto crescendo insieme. È ambientato in una piccola città e mescola insieme gli anni ‘60, '70 e 80. Penso che molti genitori proveranno nostalgia vedendo questo film, perché è ricco di dettagli che ricorderanno loro l'infanzia”.
Oltre che dal richiamo comico, l'interesse della produttrice Ramsey Naito è stato immediatamente sollecitato dai sentimenti e dai personaggi che popolano la storia. “La trama del film in un certo senso riflette la mia vita Mio figlio maggiore aveva proprio sette anni quando è arrivato il secondo, ed era molto geloso, così come Tim, il personaggio principale della nostra storia. Ho trovato subito una corrispondenza fra la mia storia e quella del film”, dichiara Naito, i cui crediti principali comprendono SpongeBob – Il film, Jimmy Neutron – Ragazzo prodigio, e South Park – Il film: Più grosso, più lungo & tutto intero. “Mi piace che questo film celebri il potere dell'immaginazione infantile".
Naito spiega inoltre che il film è speciale perché racconta una storia che sia grandi che piccoli sono in grado di apprezzare, e presenta situazioni originali e inattese in ogni scena. “Prima assistiamo all'arrivo di Baby Boss, poi scopriamo che è un bambino molto originale, che indossa giacca e cravatta”, spiega. “Poi proviamo tenerezza per Tim che teme che i suoi genitori non riescano più ad amarlo come prima. Ma presto Tim si rende conto che c'è qualcosa di diverso in questo fratellino. E alla fine restiamo invischiati in una sorta di film di spionaggio, che racconta le rocambolesche avventure di Tim e di Baby Boss per salvare il mondo”.
Naito aggiunge: “Al di là del suo spiccato umorismo, il film suscita tante emozioni diverse. Baby Boss porta scompiglio nella vita di Tim e della sua famiglia, ma alla fine insegnerà a tutti ciò che conta davvero".
Mentre il libro di Frazee ruota esclusivamente intorno al bebè e ai suoi genitori, McGrath ha sentito l'esigenza di introdurre un altro personaggio nel film, il fratello maggiore di nome Tim. L'idea era di avere un film raccontato dal punto di vista di un bambino che sta per avere un fratellino, con tutta la rivalità che questo comporta. Per scrivere il copione, la DreamWorks ha contattato il noto scrittore Michael McCullers (Mr. Peabody e Sherman, Baby Mama, Austin Powers).
“Ho quattro figli e due di loro avevano tre e cinque anni all'epoca in cui ho scritto il copione”, dice McCullers. “Sono rimasto subito colpito dall'idea centrale del libro, che parla di cosa accade quando in una famiglia arriva un altro bambino. Io e Tom abbiamo collaborato per dare vita al ‘Baby Boss'. Per quale società lavora, qual è la sua missione? La trama ci ha dato la possibilità di esplorare il mito della nascita in un modo interessante e divertente”.
McCullers ritiene che l'aspetto più originale e creativo del film riguardi proprio la narrazione fornita da un bambino di 7 anni. “Questo è il nucleo emotivo della storia”, spiega. “Ci siamo accorti che non ci sono tanti film che analizzano i sentimenti suscitati dall'arrivo di un nuovo fratellino o sorellina. In realtà è proprio una delle primissime dinamiche di una famiglia. Si tratta di condividere l'amore e di superare la gelosia che inevitabilmente subentra. In un certo senso questo è un film che si rivolge sia ai genitori che ai bambini perché tutti noi abbiamo vissuto le situazioni rappresentate nel film, in un modo o nell'altro, senza la presenza del bambino dispotico, ovviamente!”
Un omaggio ai fumetti classici
Uno degli elementi chiave che contraddistinguono il film è il suo stile visivo. Come nel caso della maggior parte dei film di DreamWorks Animation, i filmmaker hanno sempre cercato di creare immagini abbinate ai temi raccontati nei film. Negli anni recenti, l'animazione è progredita al punto da riuscire quasi a riprodurre il fotorealismo della live action. Nel caso di BABY BOSS, McGrath e la sua squadra volevano creare un mondo di fantasia che conduce il pubblico in un mondo animato, simile a quello dei grandi classici di animazione.
“Sono cresciuto con i cartoni di Chuck Jones e di Bob Clampett”, ricorda McGrath. “Questo film mi ha dato l'occasione di ricreare la magia del 2D al fianco della moderna tecnologia generata al computer. Volevamo che questi personaggi sembrassero fatti di carne. Il risultato è che i protagonisti del film trasmettono molto della storia attraverso le loro espressioni e performance, e questa è una novità nel campo dell'animazione. Il mondo che abbiamo creato nel film è abbastanza diverso dal tradizionale 2D più duro e grafico, che si vede oggi in TV”.
David James, lo scenografo del film, che ha lavorato in tanti film DreamWorks fra cui Mostri contro Alieni, Megamind, Mr. Peabody e Sherman, spiega che la squadra creativa ha voluto rendere omaggio ad alcuni classici del cinema che tutti amano.
“Siamo tutti fan di Chuck Jones e di Maurice Noble e ammiriamo il look dei disegni manuali dei cortometraggi dei tempi d'oro dell'animazione”, dice James. “La struggente atmosfera di Lilly e il Vagabondo (1955), ad esempio, esprime il look dell'era vittoriana. Volevamo ottenere la stessa sensazione anche nel nostro film, nonostante sia ambientato in un passato più recente”.
James spiega che il film è ricco di dettagli simpatici ispirati alle esperienze personali degli artisti dello Studio. “Mi piaceva l'idea che il film fosse sviluppato attraverso il punto di vista di un personaggio che vive un'esperienza di portata quasi universale: le ingiustizie che si consumano tra i fratelli!” dice James. “Quest'idea mi ha fornito un obiettivo, aiutandomi a dare senso e coerenza a tutti i disegni”.
La storia
L'attore Tobey Maguire (trilogia di Spider-Man, Le regole della casa del sidro) è il narratore del film. “Tim è un bambino felice di sette anni, con due genitori amorevoli, ma all'inizio è figlio unico ma quando viene a sapere che avrà un fratellino, non è così contento di dover condividere l'amore e il tempo dei suoi genitori”, spiega Maguire. “Cerca di accettare questo cambiamento, e scatena la sua fantasia rispetto a Baby Boss”.
Maguire sottolinea che il rapporto di Tim con suo fratello è litigioso. “Tim è sospettoso del suo fratellino perché è come un adulto professionale, e vorrebbe che i suoi genitori se ne accorgessero, per riconquistare la loro attenzione. Ma a un certo punto dovrà unire le sue forze con quelle di suo fratello, per combattere Francis e fermare il suo piano di distruggere la Baby Co.”
Quando la missione del bebè è terminata, e Baby Boss deve ormai andarsene, Tim pensa che finalmente sarà felice senza di lui, ma non ha fatto i conti con il fatto che nel frattempo si è affezionato moltissimo al suo fratellino e alla fine non vorrà lasciarlo andare”.
Maguire dice di trovare il film molto divertente e di facile accesso per tutti. “Il film è molto fantasioso, e l'idea di far doppiare Baby Boss da Alec Baldwin è magnifica e divertente. Ma racconta anche una storia in cui sia genitori che bambini potranno identificarsi perché sicuramente avranno vissuto l'uno o l'altro problema”.
Maguire racconta di essersi divertito un mondo insieme a Tom McGrath e al resto della sua squadra creativa. Osserva: “E' un filmmaker straordinario, è molto facile lavorare con lui e ammiro moltissimo la sua creatività. Ha una spiccata immaginazione ed è molto simpatico. Penso che abbia davvero trovato il tono giusto con cui raccontare questo film”.
Storyboard & Animazione
Il responsabile degli storyboard di BABY BOSS, Ennio Torresan, spiega di essere subito entrato in sintonia con alcune delle sequenze chiave del film. “Ho lavorato con Tom McGrath in Megamind e nei film di Madagascar e condividiamo lo stesso senso dell'umorismo”, dice. “Il fatto che il pubblico entra ed esce dalla mente del personaggio principale Tim non era mai stato realizzato prima, e mi è piaciuto moltissimo. Anche io ho due figli e ci sono stati episodi di gelosia fra loro. Ogni lunedì raccontavo a Tom le storie di quello che succedeva a casa nostra e di come i miei figli quasi mi uccidevano durante il weekend, quindi nel film ci sono un po' anche le nostre storie personali!”
Torresan, che nei suoi storyboard usa carta, matita e photoshop, afferma di aver trovato molta ispirazione nelle opera dei leggendari animatori Friz Freleng e Tex Avery. “Freleng è stato un grande modello per la musica e le colonne sonore”, dichiara. “Mi piace pensare al nostro regista come a un artista folle, comico e brillante, alla Mozart. È un esperto di commedie e tutti noi cerchiamo di emularlo”.
Carlos Puertolas, il capo dell'animazione del film, ha avuto come obiettivo la creazione di uno stile d'animazione retrò in 2D per un film popolato da personaggi indimenticabili. Puertolas, un veterano della DreamWorks Animation, che ha lavorato per Madagascar 2 – Via dall'isola, Madagascar 3 – Ricercati in Europa, Le 5 leggende e Home – A casa, afferma di aver sempre saputo che il film sarebbe stato speciale, dal primo momento in cui ne ha parlato con McGrath. “E' il film perfetto da animare perché è raccontato dalla prospettiva di un bambino”, dice. “La fantasia gioca un ruolo importante nella vita dei bambini e del nostro film”.
Insieme alla sua squadra, Puertolas ha lavorato per ottenere personaggi dall' aspetto accattivante in ogni angolazione. “Nel caso di Baby Boss, ad esempio, sentiamo la voce di Alec Baldwin ma il personaggio ha l'aspetto di un bimbo dolcissimo. Il pubblico lo troverà irresistibile, con le sue guance soffici e tenere. Lo stesso vale per Tim. Deve essere un bambino amabile di sette anni. Ma ciò che appare carino a un adulto può sembrare noioso a un giovane spettatore. Tim non doveva essere lagnoso, ma avere un atteggiamento quasi spavaldo, per piacere anche a un pubblico più giovane”.
Scenografia e Montaggio
Il respondabile del layout Kent Seki dichiara che il film ha fornito l'occasione di sperimentare diversi stili cinematografici, specialmente durante le sequenze in cui Tim vola con la fantasia. “In quelle sequenze abbiamo scelto la tecnica tridimensionale per realizzare le avventure fantasiose immaginate da Tim”, spiega Seki. “Abbiamo utilizzato l'obiettivo “basculante e decentrabile”, un'assoluta novità per noi, che consiste nello spostare il piano della macchina da presa e ruotare le lenti, creando un cambiamento della prospettiva per ottenere un effetto “miniatura”. In questo modo, ad esempio, i personaggi si sentiranno ancora più piccoli all'interno della Baby Corp. Quando Baby Boss esce dall'ufficio per tornare alla sua famiglia, abbiamo invece introdotto l'effetto tridimensionale per dare profondità e rinforzare il contenuto emotivo di quel momento”.
Un altro aspetto del film che secondo Seki è speciale, è il modo in cui il regista Tom McGrath crea l'azione dinamica e ricorre alla pre-visualizzazione per pianificare le riprese. “Abbiamo cercato costantemente di migliorare le performance e specialmente le reazioni emotive dei personaggi”, aggiunge Seki. “Abbiamo studiato i movimenti dei personaggi per fare in modo che riuscissero a esprimere le loro emozioni nel modo migliore. Abbiamo revisionato costantemente l'illuminazione insieme agli artisti… In generale devo dire che il nostro film esprime il meglio dell'animazione nelle sue scelte estetiche e narrative”.
Il montatore capo del film Jim Ryan ha avuto il compito di selezionare i momenti migliori del film. “Si può scegliere il taglio tipico delle commedie selezionando i momenti più demenziali, oppure optare per un film che assomigli più a un fumetto, montando le scene con un certo ritmo”.
Ryan si è ispirato ai classici di Steven Spielberg per creare le sequenze in cui la fantasia di Tim si scatena. “Le fantasie di Tim sono quattro: quando corre nella giungla, quando lotta contro un gorilla, quando sale a bordo di una navicella spaziale, e quando si tuffa nell'acqua per salvare i suoi genitori dagli squali. In questi casi abbiamo usato uno stile di montaggio che ricorda alcuni di questi film che tutti conoscono”.
L'animazione CG e gli Effetti Visivi
Creare l'animazione CG e gli effetti visivi per un film che parla di una tipica famiglia americana alle prese con un insolito neonato può presentare delle difficoltà pari, se non superiori, a quelle di un blockbuster.
“I dettagli della stanza di Tim, piena di giocattoli, possono risultare complessi, così come la scena dell'inseguimento in giardino, in cui abbiamo dovuto creare l'effetto dell'erba”, afferma il supervisore effetti visivi Ken Bielenberg, un veterano dei film di Shrek, Il gatto con gli stivali, e Mostri contro Alieni. “Nell'inseguimento c'è tanta azione e abbiamo dovuto fare in modo che i personaggi fossero chiari e ben visibili, nonostante si muovano moto rapidamente. Abbiamo inoltre studiato il modo per passare fluidamente dai personaggi e dagli ambienti generati al computer, ai matte painting più stilizzati e pittorici”.
Bielenberg osserva che nonostante BABY BOSS non sia un film basato sugli effetti, è comunque ricco di sequenze altamente tecnologiche. Un buon esempio è la scena in cui Baby Boss fa finta di essere malato per distrarre il suo babysitter, Eugene. “Questa lunga sequenza di vomito a raffica doveva essere pianificata in maniera dettagliata”, dice Bielenberg. “Il liquido interagisce con i personaggi, con i loro capelli e vestiti, e con le superfici. Bisogna studiare come interagisce con il materiale”.
Il supervisore effetti visivi Tony K. Williams spiega che l'interesse di McGrath nei confronti dell'animazione classica e di artisti del calibro di Mary Blair ha avuto un forte impatto sul modo in cui la squadra ha incorporato la tecnica 2D nelle immagini. “Non è facile far sembrare qualcosa semplice”, dice. “Il nostro lavoro è quello di ridurre le forme al minimo. Ci sono altri film in cui ho lavorato, in cui dovevamo aggiungere dettagli e paradossalmente questo è più facile. Il nostro lavoro qui invece consisteva nell'ottenere un'animazione pulita e nitida, in cui non si può nascondere nulla!”
Per rendere il faccino di Baby Boss il più accattivante possibile, Williams e la sua squadra hanno studiato le deformazioni geometriche estreme. “Le nostre forme dovevano riflettere l'estetica dei fumetti, con occhi molto grandi e tenere espressioni facciali”, spiega. “Un altro elemento importante del film riguarda i capelli. Sono molto orgoglioso dei capelli di Tim, hanno un aspetto magnifico da qualsiasi angolazione!”
La scena con i neonati sul nastro trasportatore della Baby Corp, è una delle preferite del supervisore effetti visivi Vanitha Rangaraju. “E' una sequenza pazzesca, ed è lì che viene presentato Baby Boss”, spiega. “Volevamo ottenere un' atmosfera eterea, paradisiaca. Il nostro scopo era vedere la mano dell'artista al di là della tecnologia CG, per creare un rapporto diretto con il pubblico”.
Rangaraju spiega che il crowd department, il dipartimento che si è occupato dell'animazione della folla, ha dovuto creare quattrocento neonati all'interno di un'unica scena. “Ci eravamo già occupati di folle di persone nei nostri film, ma niente di paragonabile a questo. La pelle dei bambini è soffice e semi trasparente. Il dipartimento della texture ha lavorato molto per ottenere la qualità desiderata. Abbiamo utilizzato la tecnica del “subsurface scattering” (il metodo con cui la luce penetra un oggetto traslucido) per fare in modo che la pelle riflettesse la luce.
Il supervisore digitale Vimal Subramaniam spiega che il film ha un aspetto e una atmosfera molto diversi rispetto agli altri progetti in cui ha lavorato in precedenza: “A differenza degli altri film, abbiamo creato un look che riflettesse l'umore del nostro protagonista. Quando Tim pensa di essere il centro del mondo, è illuminato, quando invece si sente escluso, è in penombra. La tavolozza cromatica è composta da un miscuglio di colori analoghi e complementari, tutti basati sull'atmosfera trasmessa dal film. Anche le luci si incentrano sul personaggio e mirano a esprimere le emozioni di Tim. Il matte painting è impressionistico e il surfacing è stilizzato, e presenta addirittura motivi in legno nel mobilio!”
Il supervisore effetti Mitul Patel aggiunge: “Tutti gli altri film in cui ho lavorato avevano forme e ritmi molto realistici, mentre in BABY BOSS, gli effetti hanno la funzione di rendere il film più divertente. Le forme sono semplici ma artistiche e il ritmo è sincopato, simile a quello di un cartone. È stato una sfida perché i nostri strumenti sono costruiti su reali principi di fisica quindi abbiamo lavorato duramente per ottenere il look e il ritmo che volevamo nel film”.
Il supervisore delle luci Rajarajan Ramakrishnan, spiega che McGrath ha una sua filosofia rispetto all'illuminazione, che si basa sul concetto che la “luce è amore”. “Abbiamo dovuto comprendere questa semplice filosofia e impiegare le nostre tecniche per soddisfare la sua visione”, dice Ramakrishnan. “Essendo padre di una bambina di due anni, questo film ha acquisito per me un significato particolare, dato che mette in scena il legame emotivo tra fratelli. Le immagini rappresentano l'intimità di una famiglia e rivelano i sentimenti. Le luci e le sfumature ottiche dovevano riflettere le emozioni dei personaggi”.

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BABY BOSS in tutti i cinema italiani dal 20 aprile, pronti a conoscere un LEADER NATO?



Lo Studio che ha realizzato Shrek, Kung Fu Panda e Madagascar presenta BABY BOSS, una divertente commedia per grandi e piccoli, che racconta cosa succede all'interno di una famiglia quando

arriva un nuovo bebè. Il tutto raccontato dal punto di vista fantasioso di un bambino di 7 anni, di nome Tim.
Baby Boss, il nuovo bebè, arriva a casa di Tim in taxi, indossa giacca e cravatta e ha in mano una ventiquattrore. La rivalità tra i due fratelli verrà superata nel momento in cui Tim scopre che Baby Boss altri non è che una spia in missione segreta, e che solo lui potrà aiutarlo. I due piccoli soci saranno catapultati in un'avventura stravagante e, per riuscire a sventare un complotto ignobile, saranno coinvolti in una battaglia epica fra cuccioli e bambini.
Ispirata al best seller di Marla Frazee, questa esilarante commedia nella versione originale presenta le voci di Alec Baldwin (Baby), Steve Buscemi (il malvagio Francis E. Francis), Jimmy Kimmel e Lisa Kudrow (gli ignari genitori di Tim e il bebè), Miles Bakshi (Tim) e Tobey Maguire, nella parte del narratore del film.
Il regista Tom McGrath, noto soprattutto per aver diretto i tre blockbuster di Madagascar di DreamWorks, e il fantasy del 2010 Megamind, considera BABY BOSS una storia molto personale. Racconta di come sia rimasto colpito dal libro, la prima volta che lo ha letto. “Il libro di Marla mi ha catturato completamente. È un libro che conta circa 30 pagine rigide, non sapevo che fosse tanto popolare. Mi ha fatto pensare alla mia infanzia e alle dinamiche della mia famiglia, scatenando subito la mia fantasia, immaginando quanto sarebbe stato bello trasformarlo in un lungometraggio”.
McGrath, il più piccolo di due fratelli, era un po' il ‘baby boss' della sua famiglia, ed è ben consapevole dello sconvolgimento provocato dal suo arrivo. Ha immaginato la storia come una lettera d'amore a suo fratello maggiore. “Lo scrittore Michael McCullers ed io siamo rimasti subito colpiti dall'idea centrale del libro, che descrive le conseguenze dell'arrivo di un nuovo bambino in famiglia, che si impossessa di tutta la casa”, dice Tom. “Mio fratello ed io giocavamo molto, da piccoli, ma litigavamo come tutti i fratelli.Tuttavia i fratelli, da grandi, a volte diventano amici intimi. Questo film per me è stato un omaggio affettuoso a mio fratello. È ispirato alle tante cose che abbiamo fatto crescendo insieme. È ambientato in una piccola città e mescola insieme gli anni ‘60, '70 e 80. Penso che molti genitori proveranno nostalgia vedendo questo film, perché è ricco di dettagli che ricorderanno loro l'infanzia”.
Oltre che dal richiamo comico, l'interesse della produttrice Ramsey Naito è stato immediatamente sollecitato dai sentimenti e dai personaggi che popolano la storia. “La trama del film in un certo senso riflette la mia vita Mio figlio maggiore aveva proprio sette anni quando è arrivato il secondo, ed era molto geloso, così come Tim, il personaggio principale della nostra storia. Ho trovato subito una corrispondenza fra la mia storia e quella del film”, dichiara Naito, i cui crediti principali comprendono SpongeBob – Il film, Jimmy Neutron – Ragazzo prodigio, e South Park – Il film: Più grosso, più lungo & tutto intero. “Mi piace che questo film celebri il potere dell'immaginazione infantile".
Naito spiega inoltre che il film è speciale perché racconta una storia che sia grandi che piccoli sono in grado di apprezzare, e presenta situazioni originali e inattese in ogni scena. “Prima assistiamo all'arrivo di Baby Boss, poi scopriamo che è un bambino molto originale, che indossa giacca e cravatta”, spiega. “Poi proviamo tenerezza per Tim che teme che i suoi genitori non riescano più ad amarlo come prima. Ma presto Tim si rende conto che c'è qualcosa di diverso in questo fratellino. E alla fine restiamo invischiati in una sorta di film di spionaggio, che racconta le rocambolesche avventure di Tim e di Baby Boss per salvare il mondo”.
Naito aggiunge: “Al di là del suo spiccato umorismo, il film suscita tante emozioni diverse. Baby Boss porta scompiglio nella vita di Tim e della sua famiglia, ma alla fine insegnerà a tutti ciò che conta davvero".
Mentre il libro di Frazee ruota esclusivamente intorno al bebè e ai suoi genitori, McGrath ha sentito l'esigenza di introdurre un altro personaggio nel film, il fratello maggiore di nome Tim. L'idea era di avere un film raccontato dal punto di vista di un bambino che sta per avere un fratellino, con tutta la rivalità che questo comporta. Per scrivere il copione, la DreamWorks ha contattato il noto scrittore Michael McCullers (Mr. Peabody e Sherman, Baby Mama, Austin Powers).
“Ho quattro figli e due di loro avevano tre e cinque anni all'epoca in cui ho scritto il copione”, dice McCullers. “Sono rimasto subito colpito dall'idea centrale del libro, che parla di cosa accade quando in una famiglia arriva un altro bambino. Io e Tom abbiamo collaborato per dare vita al ‘Baby Boss'. Per quale società lavora, qual è la sua missione? La trama ci ha dato la possibilità di esplorare il mito della nascita in un modo interessante e divertente”.
McCullers ritiene che l'aspetto più originale e creativo del film riguardi proprio la narrazione fornita da un bambino di 7 anni. “Questo è il nucleo emotivo della storia”, spiega. “Ci siamo accorti che non ci sono tanti film che analizzano i sentimenti suscitati dall'arrivo di un nuovo fratellino o sorellina. In realtà è proprio una delle primissime dinamiche di una famiglia. Si tratta di condividere l'amore e di superare la gelosia che inevitabilmente subentra. In un certo senso questo è un film che si rivolge sia ai genitori che ai bambini perché tutti noi abbiamo vissuto le situazioni rappresentate nel film, in un modo o nell'altro, senza la presenza del bambino dispotico, ovviamente!”
Un omaggio ai fumetti classici
Uno degli elementi chiave che contraddistinguono il film è il suo stile visivo. Come nel caso della maggior parte dei film di DreamWorks Animation, i filmmaker hanno sempre cercato di creare immagini abbinate ai temi raccontati nei film. Negli anni recenti, l'animazione è progredita al punto da riuscire quasi a riprodurre il fotorealismo della live action. Nel caso di BABY BOSS, McGrath e la sua squadra volevano creare un mondo di fantasia che conduce il pubblico in un mondo animato, simile a quello dei grandi classici di animazione.
“Sono cresciuto con i cartoni di Chuck Jones e di Bob Clampett”, ricorda McGrath. “Questo film mi ha dato l'occasione di ricreare la magia del 2D al fianco della moderna tecnologia generata al computer. Volevamo che questi personaggi sembrassero fatti di carne. Il risultato è che i protagonisti del film trasmettono molto della storia attraverso le loro espressioni e performance, e questa è una novità nel campo dell'animazione. Il mondo che abbiamo creato nel film è abbastanza diverso dal tradizionale 2D più duro e grafico, che si vede oggi in TV”.
David James, lo scenografo del film, che ha lavorato in tanti film DreamWorks fra cui Mostri contro Alieni, Megamind, Mr. Peabody e Sherman, spiega che la squadra creativa ha voluto rendere omaggio ad alcuni classici del cinema che tutti amano.
“Siamo tutti fan di Chuck Jones e di Maurice Noble e ammiriamo il look dei disegni manuali dei cortometraggi dei tempi d'oro dell'animazione”, dice James. “La struggente atmosfera di Lilly e il Vagabondo (1955), ad esempio, esprime il look dell'era vittoriana. Volevamo ottenere la stessa sensazione anche nel nostro film, nonostante sia ambientato in un passato più recente”.
James spiega che il film è ricco di dettagli simpatici ispirati alle esperienze personali degli artisti dello Studio. “Mi piaceva l'idea che il film fosse sviluppato attraverso il punto di vista di un personaggio che vive un'esperienza di portata quasi universale: le ingiustizie che si consumano tra i fratelli!” dice James. “Quest'idea mi ha fornito un obiettivo, aiutandomi a dare senso e coerenza a tutti i disegni”.
La storia
L'attore Tobey Maguire (trilogia di Spider-Man, Le regole della casa del sidro) è il narratore del film. “Tim è un bambino felice di sette anni, con due genitori amorevoli, ma all'inizio è figlio unico ma quando viene a sapere che avrà un fratellino, non è così contento di dover condividere l'amore e il tempo dei suoi genitori”, spiega Maguire. “Cerca di accettare questo cambiamento, e scatena la sua fantasia rispetto a Baby Boss”.
Maguire sottolinea che il rapporto di Tim con suo fratello è litigioso. “Tim è sospettoso del suo fratellino perché è come un adulto professionale, e vorrebbe che i suoi genitori se ne accorgessero, per riconquistare la loro attenzione. Ma a un certo punto dovrà unire le sue forze con quelle di suo fratello, per combattere Francis e fermare il suo piano di distruggere la Baby Co.”
Quando la missione del bebè è terminata, e Baby Boss deve ormai andarsene, Tim pensa che finalmente sarà felice senza di lui, ma non ha fatto i conti con il fatto che nel frattempo si è affezionato moltissimo al suo fratellino e alla fine non vorrà lasciarlo andare”.
Maguire dice di trovare il film molto divertente e di facile accesso per tutti. “Il film è molto fantasioso, e l'idea di far doppiare Baby Boss da Alec Baldwin è magnifica e divertente. Ma racconta anche una storia in cui sia genitori che bambini potranno identificarsi perché sicuramente avranno vissuto l'uno o l'altro problema”.
Maguire racconta di essersi divertito un mondo insieme a Tom McGrath e al resto della sua squadra creativa. Osserva: “E' un filmmaker straordinario, è molto facile lavorare con lui e ammiro moltissimo la sua creatività. Ha una spiccata immaginazione ed è molto simpatico. Penso che abbia davvero trovato il tono giusto con cui raccontare questo film”.
Storyboard & Animazione
Il responsabile degli storyboard di BABY BOSS, Ennio Torresan, spiega di essere subito entrato in sintonia con alcune delle sequenze chiave del film. “Ho lavorato con Tom McGrath in Megamind e nei film di Madagascar e condividiamo lo stesso senso dell'umorismo”, dice. “Il fatto che il pubblico entra ed esce dalla mente del personaggio principale Tim non era mai stato realizzato prima, e mi è piaciuto moltissimo. Anche io ho due figli e ci sono stati episodi di gelosia fra loro. Ogni lunedì raccontavo a Tom le storie di quello che succedeva a casa nostra e di come i miei figli quasi mi uccidevano durante il weekend, quindi nel film ci sono un po' anche le nostre storie personali!”
Torresan, che nei suoi storyboard usa carta, matita e photoshop, afferma di aver trovato molta ispirazione nelle opera dei leggendari animatori Friz Freleng e Tex Avery. “Freleng è stato un grande modello per la musica e le colonne sonore”, dichiara. “Mi piace pensare al nostro regista come a un artista folle, comico e brillante, alla Mozart. È un esperto di commedie e tutti noi cerchiamo di emularlo”.
Carlos Puertolas, il capo dell'animazione del film, ha avuto come obiettivo la creazione di uno stile d'animazione retrò in 2D per un film popolato da personaggi indimenticabili. Puertolas, un veterano della DreamWorks Animation, che ha lavorato per Madagascar 2 – Via dall'isola, Madagascar 3 – Ricercati in Europa, Le 5 leggende e Home – A casa, afferma di aver sempre saputo che il film sarebbe stato speciale, dal primo momento in cui ne ha parlato con McGrath. “E' il film perfetto da animare perché è raccontato dalla prospettiva di un bambino”, dice. “La fantasia gioca un ruolo importante nella vita dei bambini e del nostro film”.
Insieme alla sua squadra, Puertolas ha lavorato per ottenere personaggi dall' aspetto accattivante in ogni angolazione. “Nel caso di Baby Boss, ad esempio, sentiamo la voce di Alec Baldwin ma il personaggio ha l'aspetto di un bimbo dolcissimo. Il pubblico lo troverà irresistibile, con le sue guance soffici e tenere. Lo stesso vale per Tim. Deve essere un bambino amabile di sette anni. Ma ciò che appare carino a un adulto può sembrare noioso a un giovane spettatore. Tim non doveva essere lagnoso, ma avere un atteggiamento quasi spavaldo, per piacere anche a un pubblico più giovane”.
Scenografia e Montaggio
Il respondabile del layout Kent Seki dichiara che il film ha fornito l'occasione di sperimentare diversi stili cinematografici, specialmente durante le sequenze in cui Tim vola con la fantasia. “In quelle sequenze abbiamo scelto la tecnica tridimensionale per realizzare le avventure fantasiose immaginate da Tim”, spiega Seki. “Abbiamo utilizzato l'obiettivo “basculante e decentrabile”, un'assoluta novità per noi, che consiste nello spostare il piano della macchina da presa e ruotare le lenti, creando un cambiamento della prospettiva per ottenere un effetto “miniatura”. In questo modo, ad esempio, i personaggi si sentiranno ancora più piccoli all'interno della Baby Corp. Quando Baby Boss esce dall'ufficio per tornare alla sua famiglia, abbiamo invece introdotto l'effetto tridimensionale per dare profondità e rinforzare il contenuto emotivo di quel momento”.
Un altro aspetto del film che secondo Seki è speciale, è il modo in cui il regista Tom McGrath crea l'azione dinamica e ricorre alla pre-visualizzazione per pianificare le riprese. “Abbiamo cercato costantemente di migliorare le performance e specialmente le reazioni emotive dei personaggi”, aggiunge Seki. “Abbiamo studiato i movimenti dei personaggi per fare in modo che riuscissero a esprimere le loro emozioni nel modo migliore. Abbiamo revisionato costantemente l'illuminazione insieme agli artisti… In generale devo dire che il nostro film esprime il meglio dell'animazione nelle sue scelte estetiche e narrative”.
Il montatore capo del film Jim Ryan ha avuto il compito di selezionare i momenti migliori del film. “Si può scegliere il taglio tipico delle commedie selezionando i momenti più demenziali, oppure optare per un film che assomigli più a un fumetto, montando le scene con un certo ritmo”.
Ryan si è ispirato ai classici di Steven Spielberg per creare le sequenze in cui la fantasia di Tim si scatena. “Le fantasie di Tim sono quattro: quando corre nella giungla, quando lotta contro un gorilla, quando sale a bordo di una navicella spaziale, e quando si tuffa nell'acqua per salvare i suoi genitori dagli squali. In questi casi abbiamo usato uno stile di montaggio che ricorda alcuni di questi film che tutti conoscono”.
L'animazione CG e gli Effetti Visivi
Creare l'animazione CG e gli effetti visivi per un film che parla di una tipica famiglia americana alle prese con un insolito neonato può presentare delle difficoltà pari, se non superiori, a quelle di un blockbuster.
“I dettagli della stanza di Tim, piena di giocattoli, possono risultare complessi, così come la scena dell'inseguimento in giardino, in cui abbiamo dovuto creare l'effetto dell'erba”, afferma il supervisore effetti visivi Ken Bielenberg, un veterano dei film di Shrek, Il gatto con gli stivali, e Mostri contro Alieni. “Nell'inseguimento c'è tanta azione e abbiamo dovuto fare in modo che i personaggi fossero chiari e ben visibili, nonostante si muovano moto rapidamente. Abbiamo inoltre studiato il modo per passare fluidamente dai personaggi e dagli ambienti generati al computer, ai matte painting più stilizzati e pittorici”.
Bielenberg osserva che nonostante BABY BOSS non sia un film basato sugli effetti, è comunque ricco di sequenze altamente tecnologiche. Un buon esempio è la scena in cui Baby Boss fa finta di essere malato per distrarre il suo babysitter, Eugene. “Questa lunga sequenza di vomito a raffica doveva essere pianificata in maniera dettagliata”, dice Bielenberg. “Il liquido interagisce con i personaggi, con i loro capelli e vestiti, e con le superfici. Bisogna studiare come interagisce con il materiale”.
Il supervisore effetti visivi Tony K. Williams spiega che l'interesse di McGrath nei confronti dell'animazione classica e di artisti del calibro di Mary Blair ha avuto un forte impatto sul modo in cui la squadra ha incorporato la tecnica 2D nelle immagini. “Non è facile far sembrare qualcosa semplice”, dice. “Il nostro lavoro è quello di ridurre le forme al minimo. Ci sono altri film in cui ho lavorato, in cui dovevamo aggiungere dettagli e paradossalmente questo è più facile. Il nostro lavoro qui invece consisteva nell'ottenere un'animazione pulita e nitida, in cui non si può nascondere nulla!”
Per rendere il faccino di Baby Boss il più accattivante possibile, Williams e la sua squadra hanno studiato le deformazioni geometriche estreme. “Le nostre forme dovevano riflettere l'estetica dei fumetti, con occhi molto grandi e tenere espressioni facciali”, spiega. “Un altro elemento importante del film riguarda i capelli. Sono molto orgoglioso dei capelli di Tim, hanno un aspetto magnifico da qualsiasi angolazione!”
La scena con i neonati sul nastro trasportatore della Baby Corp, è una delle preferite del supervisore effetti visivi Vanitha Rangaraju. “E' una sequenza pazzesca, ed è lì che viene presentato Baby Boss”, spiega. “Volevamo ottenere un' atmosfera eterea, paradisiaca. Il nostro scopo era vedere la mano dell'artista al di là della tecnologia CG, per creare un rapporto diretto con il pubblico”.
Rangaraju spiega che il crowd department, il dipartimento che si è occupato dell'animazione della folla, ha dovuto creare quattrocento neonati all'interno di un'unica scena. “Ci eravamo già occupati di folle di persone nei nostri film, ma niente di paragonabile a questo. La pelle dei bambini è soffice e semi trasparente. Il dipartimento della texture ha lavorato molto per ottenere la qualità desiderata. Abbiamo utilizzato la tecnica del “subsurface scattering” (il metodo con cui la luce penetra un oggetto traslucido) per fare in modo che la pelle riflettesse la luce.
Il supervisore digitale Vimal Subramaniam spiega che il film ha un aspetto e una atmosfera molto diversi rispetto agli altri progetti in cui ha lavorato in precedenza: “A differenza degli altri film, abbiamo creato un look che riflettesse l'umore del nostro protagonista. Quando Tim pensa di essere il centro del mondo, è illuminato, quando invece si sente escluso, è in penombra. La tavolozza cromatica è composta da un miscuglio di colori analoghi e complementari, tutti basati sull'atmosfera trasmessa dal film. Anche le luci si incentrano sul personaggio e mirano a esprimere le emozioni di Tim. Il matte painting è impressionistico e il surfacing è stilizzato, e presenta addirittura motivi in legno nel mobilio!”
Il supervisore effetti Mitul Patel aggiunge: “Tutti gli altri film in cui ho lavorato avevano forme e ritmi molto realistici, mentre in BABY BOSS, gli effetti hanno la funzione di rendere il film più divertente. Le forme sono semplici ma artistiche e il ritmo è sincopato, simile a quello di un cartone. È stato una sfida perché i nostri strumenti sono costruiti su reali principi di fisica quindi abbiamo lavorato duramente per ottenere il look e il ritmo che volevamo nel film”.
Il supervisore delle luci Rajarajan Ramakrishnan, spiega che McGrath ha una sua filosofia rispetto all'illuminazione, che si basa sul concetto che la “luce è amore”. “Abbiamo dovuto comprendere questa semplice filosofia e impiegare le nostre tecniche per soddisfare la sua visione”, dice Ramakrishnan. “Essendo padre di una bambina di due anni, questo film ha acquisito per me un significato particolare, dato che mette in scena il legame emotivo tra fratelli. Le immagini rappresentano l'intimità di una famiglia e rivelano i sentimenti. Le luci e le sfumature ottiche dovevano riflettere le emozioni dei personaggi”.

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