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Il Museo Poldi Pezzoli si accende



Il Museo Poldi Pezzoli presenta, grazie al sostegno di Regione Lombardia, al contributo dell'Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli, di Fondazione Cariplo e a quello di generosi

donatori privati, il completamento della nuova illuminazione delle sale e delle opere del Museo, realizzato dallo Studio Ferrara Palladino Lightscape.
«Il nostro progetto è iniziato nel 2009 con un concorso a inviti indetto dal Museo. Oggi finalmente – dichiara Annalisa Zanni, direttore del Poldi Pezzoli – possiamo “tagliare il nastro” e vedere i risultati ottenuti: un'illuminazione che, pur garantendo una percezione unitaria degli ambienti della casa museo, al tempo stesso isola le singole opere valorizzandole maggiormente, per una migliore percezione secondo le aspettative del visitatore di oggi. Durante questi anni il Museo Poldi Pezzoli si è trasformato in un vero e proprio laboratorio di studio e di ricerca, per individuare sistemi e materiali sempre più innovativi, tecnologici e funzionali all'illuminazione delle opere d'arte».
La luce nelle varie sale del Museo prima dell'intervento era molto disomogenea, essendo stata realizzata in momenti diversi e con fonti di illuminazione differenti. Secondo l'ultima scelta museologica (risalente agli anni Settanta, su progetto dell'Architetto Piero Castiglioni), era stata infatti prevalentemente privilegiata, attraverso l'illuminazione, la visione degli ambienti, per sottolineare il carattere di casa-museo del Poldi Pezzoli: la luce era proiettata sui soffitti e sulle volte e si riversava uniformemente sulle pareti. Di conseguenza le opere d'arte, investite da una luce diffusa – peraltro in molti casi insufficiente –, anziché da una luce diretta, non risultavano ben leggibili e non erano sufficientemente valorizzate, in quanto molti dettagli andavano persi. Questo anche in considerazione del fatto che il visitatore odierno è ormai abituato ad una diversa visione degli oggetti. Ad esempio, la retroilluminazione degli schermi di computer e tablet a cui siamo abituati porta il nostro occhio a privilegiare il dettaglio dell'opera, tralasciando la visione d'insieme.
Il progetto di illuminazione dello Studio Ferrara Palladino Lightscape, risultato vincitore del concorso a inviti indetto dal Museo, ribalta completamente l'approccio. La luce, prima diffusa nell'ambiente, è ora diretta e precisa; ogni opera diviene protagonista e riceve un'illuminazione personalizzata. Per ottenere questo obiettivo, i progettisti hanno studiato una struttura leggera, sospesa al soffitto che riprende l'idea del lampadario, attualizzandolo. L'oggetto che noi oggi vediamo nelle sale, è il risultato di uno studio innovativo sia per i materiali utilizzati – fibra di carbonio - sia per l'impiego di un sofisticato sistema di regolazione della luce. Esempio emblematico del
risultato ottenuto lo si apprezza nel Salone Dorato, dove i capolavori sono tornati ad emergere in tutta la loro bellezza e plasticità, svelando molti dettagli rimasti finora nella penombra. Il Poldi Pezzoli è un museo caratterizzato dalla presenza non soltanto di dipinti e sculture, ma anche di importanti collezioni di oggetti di arte applicata (gioielli e oreficerie, armi e armature antiche, tessuti, pizzi e ricami, vetri, tappeti, arazzi, orologi meccanici e solari...); è stato quindi necessario prestare un'attenzione particolare e sviluppare un progetto ad hoc, sala per sala, per illuminare in maniera ottimale oggetti di tipologia eterogenea, attraverso una luce il più possibile naturale e vicina a quella solare, in modo da non alterare la percezione delle qualità dei diversi materiali.
La Sala d'Armi
Un caso particolare è, senza dubbio, la suggestiva Sala d'Armi: inaugurata nel 2000 con un'opera d'arte globale di Arnaldo Pomodoro, presentava un'illuminazione ormai superata e insufficiente a valorizzare adeguatamente gli straordinari oggetti che vi sono esposti, anche in considerazione delle aspettative del pubblico contemporaneo riguardo all'illuminazione delle opere in un museo. In accordo con il Maestro, le luci delle vetrine e i faretti posizionati sul cornicione e sulla volta sono stati sostituiti con sorgenti a LED di ultima generazione, fornite da Futuro Luce, in linea con quanto predisposto in tutto il Museo. L'illuminazione della sala si è quindi uniformata a quella degli altri spazi del Museo, premettendo una visione più accurata dei dettagli delle opere esposte, pur mantenendo intatta la volontà di restituire al pubblico un ambiente particolarmente evocativo come la Sala d'Armi.
Il nuovo sistema di illuminazione, altamente innovativo, progettato appositamente per il Museo dallo Studio Ferrara Palladino Lightscape, insieme ai fornitori che si sono succeduti negli anni (tra gli altri, Eleber e Vega) non è ancora stato utilizzato in alcun altro museo del mondo. Grazie a questo intervento, che consente di illuminare in maniera ottimale e personalizzata ogni opera, il pubblico può ora osservare e apprezzare in maniera molto più soddisfacente e appagante la straordinaria qualità delle opere esposte nelle sale del Museo.
Il progetto è stato realizzato con il determinante e davvero lungimirante sostegno di Regione Lombardia che ha scelto di accompagnare il Museo anche nella fase preliminare del progetto tramite un'apposita convenzione nel 2009 ‒ che prevedeva un concorso a chiamata e una successiva mostra delle proposte degli studi illuminotecnici partecipanti, con il coinvolgimento di tutti i colleghi dei musei lombardi e di tutto il pubblico; e infine la realizzazione di una sala pilota ‒ e proseguendo insieme nei successivi sette anni.
Inoltre la nuova illuminazione non sarebbe stata possibile senza il sostegno dell'Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli e di generosi donatori, società e privati, che hanno scelto di sostenere intere sale o altri che, attraverso la campagna di crowdfunding Illumina la tua opera, hanno scelto di migliorare l'illuminazione della propria opera preferita. Si citano, tra gli altri, Banca Aletti, Giorgio e Gabriella Antonini, Coeclerici SpA, Paolo Gerini e Fondazione Victoria.

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Il Museo Poldi Pezzoli si accende



Il Museo Poldi Pezzoli presenta, grazie al sostegno di Regione Lombardia, al contributo dell'Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli, di Fondazione Cariplo e a quello di generosi

donatori privati, il completamento della nuova illuminazione delle sale e delle opere del Museo, realizzato dallo Studio Ferrara Palladino Lightscape.
«Il nostro progetto è iniziato nel 2009 con un concorso a inviti indetto dal Museo. Oggi finalmente – dichiara Annalisa Zanni, direttore del Poldi Pezzoli – possiamo “tagliare il nastro” e vedere i risultati ottenuti: un'illuminazione che, pur garantendo una percezione unitaria degli ambienti della casa museo, al tempo stesso isola le singole opere valorizzandole maggiormente, per una migliore percezione secondo le aspettative del visitatore di oggi. Durante questi anni il Museo Poldi Pezzoli si è trasformato in un vero e proprio laboratorio di studio e di ricerca, per individuare sistemi e materiali sempre più innovativi, tecnologici e funzionali all'illuminazione delle opere d'arte».
La luce nelle varie sale del Museo prima dell'intervento era molto disomogenea, essendo stata realizzata in momenti diversi e con fonti di illuminazione differenti. Secondo l'ultima scelta museologica (risalente agli anni Settanta, su progetto dell'Architetto Piero Castiglioni), era stata infatti prevalentemente privilegiata, attraverso l'illuminazione, la visione degli ambienti, per sottolineare il carattere di casa-museo del Poldi Pezzoli: la luce era proiettata sui soffitti e sulle volte e si riversava uniformemente sulle pareti. Di conseguenza le opere d'arte, investite da una luce diffusa – peraltro in molti casi insufficiente –, anziché da una luce diretta, non risultavano ben leggibili e non erano sufficientemente valorizzate, in quanto molti dettagli andavano persi. Questo anche in considerazione del fatto che il visitatore odierno è ormai abituato ad una diversa visione degli oggetti. Ad esempio, la retroilluminazione degli schermi di computer e tablet a cui siamo abituati porta il nostro occhio a privilegiare il dettaglio dell'opera, tralasciando la visione d'insieme.
Il progetto di illuminazione dello Studio Ferrara Palladino Lightscape, risultato vincitore del concorso a inviti indetto dal Museo, ribalta completamente l'approccio. La luce, prima diffusa nell'ambiente, è ora diretta e precisa; ogni opera diviene protagonista e riceve un'illuminazione personalizzata. Per ottenere questo obiettivo, i progettisti hanno studiato una struttura leggera, sospesa al soffitto che riprende l'idea del lampadario, attualizzandolo. L'oggetto che noi oggi vediamo nelle sale, è il risultato di uno studio innovativo sia per i materiali utilizzati – fibra di carbonio - sia per l'impiego di un sofisticato sistema di regolazione della luce. Esempio emblematico del
risultato ottenuto lo si apprezza nel Salone Dorato, dove i capolavori sono tornati ad emergere in tutta la loro bellezza e plasticità, svelando molti dettagli rimasti finora nella penombra. Il Poldi Pezzoli è un museo caratterizzato dalla presenza non soltanto di dipinti e sculture, ma anche di importanti collezioni di oggetti di arte applicata (gioielli e oreficerie, armi e armature antiche, tessuti, pizzi e ricami, vetri, tappeti, arazzi, orologi meccanici e solari...); è stato quindi necessario prestare un'attenzione particolare e sviluppare un progetto ad hoc, sala per sala, per illuminare in maniera ottimale oggetti di tipologia eterogenea, attraverso una luce il più possibile naturale e vicina a quella solare, in modo da non alterare la percezione delle qualità dei diversi materiali.
La Sala d'Armi
Un caso particolare è, senza dubbio, la suggestiva Sala d'Armi: inaugurata nel 2000 con un'opera d'arte globale di Arnaldo Pomodoro, presentava un'illuminazione ormai superata e insufficiente a valorizzare adeguatamente gli straordinari oggetti che vi sono esposti, anche in considerazione delle aspettative del pubblico contemporaneo riguardo all'illuminazione delle opere in un museo. In accordo con il Maestro, le luci delle vetrine e i faretti posizionati sul cornicione e sulla volta sono stati sostituiti con sorgenti a LED di ultima generazione, fornite da Futuro Luce, in linea con quanto predisposto in tutto il Museo. L'illuminazione della sala si è quindi uniformata a quella degli altri spazi del Museo, premettendo una visione più accurata dei dettagli delle opere esposte, pur mantenendo intatta la volontà di restituire al pubblico un ambiente particolarmente evocativo come la Sala d'Armi.
Il nuovo sistema di illuminazione, altamente innovativo, progettato appositamente per il Museo dallo Studio Ferrara Palladino Lightscape, insieme ai fornitori che si sono succeduti negli anni (tra gli altri, Eleber e Vega) non è ancora stato utilizzato in alcun altro museo del mondo. Grazie a questo intervento, che consente di illuminare in maniera ottimale e personalizzata ogni opera, il pubblico può ora osservare e apprezzare in maniera molto più soddisfacente e appagante la straordinaria qualità delle opere esposte nelle sale del Museo.
Il progetto è stato realizzato con il determinante e davvero lungimirante sostegno di Regione Lombardia che ha scelto di accompagnare il Museo anche nella fase preliminare del progetto tramite un'apposita convenzione nel 2009 ‒ che prevedeva un concorso a chiamata e una successiva mostra delle proposte degli studi illuminotecnici partecipanti, con il coinvolgimento di tutti i colleghi dei musei lombardi e di tutto il pubblico; e infine la realizzazione di una sala pilota ‒ e proseguendo insieme nei successivi sette anni.
Inoltre la nuova illuminazione non sarebbe stata possibile senza il sostegno dell'Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli e di generosi donatori, società e privati, che hanno scelto di sostenere intere sale o altri che, attraverso la campagna di crowdfunding Illumina la tua opera, hanno scelto di migliorare l'illuminazione della propria opera preferita. Si citano, tra gli altri, Banca Aletti, Giorgio e Gabriella Antonini, Coeclerici SpA, Paolo Gerini e Fondazione Victoria.

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Il Museo Poldi Pezzoli presenta, grazie al sostegno di Regione Lombardia, al contributo dell'Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli, di Fondazione Cariplo e a quello di generosi

donatori privati, il completamento della nuova illuminazione delle sale e delle opere del Museo, realizzato dallo Studio Ferrara Palladino Lightscape.
«Il nostro progetto è iniziato nel 2009 con un concorso a inviti indetto dal Museo. Oggi finalmente – dichiara Annalisa Zanni, direttore del Poldi Pezzoli – possiamo “tagliare il nastro” e vedere i risultati ottenuti: un'illuminazione che, pur garantendo una percezione unitaria degli ambienti della casa museo, al tempo stesso isola le singole opere valorizzandole maggiormente, per una migliore percezione secondo le aspettative del visitatore di oggi. Durante questi anni il Museo Poldi Pezzoli si è trasformato in un vero e proprio laboratorio di studio e di ricerca, per individuare sistemi e materiali sempre più innovativi, tecnologici e funzionali all'illuminazione delle opere d'arte».
La luce nelle varie sale del Museo prima dell'intervento era molto disomogenea, essendo stata realizzata in momenti diversi e con fonti di illuminazione differenti. Secondo l'ultima scelta museologica (risalente agli anni Settanta, su progetto dell'Architetto Piero Castiglioni), era stata infatti prevalentemente privilegiata, attraverso l'illuminazione, la visione degli ambienti, per sottolineare il carattere di casa-museo del Poldi Pezzoli: la luce era proiettata sui soffitti e sulle volte e si riversava uniformemente sulle pareti. Di conseguenza le opere d'arte, investite da una luce diffusa – peraltro in molti casi insufficiente –, anziché da una luce diretta, non risultavano ben leggibili e non erano sufficientemente valorizzate, in quanto molti dettagli andavano persi. Questo anche in considerazione del fatto che il visitatore odierno è ormai abituato ad una diversa visione degli oggetti. Ad esempio, la retroilluminazione degli schermi di computer e tablet a cui siamo abituati porta il nostro occhio a privilegiare il dettaglio dell'opera, tralasciando la visione d'insieme.
Il progetto di illuminazione dello Studio Ferrara Palladino Lightscape, risultato vincitore del concorso a inviti indetto dal Museo, ribalta completamente l'approccio. La luce, prima diffusa nell'ambiente, è ora diretta e precisa; ogni opera diviene protagonista e riceve un'illuminazione personalizzata. Per ottenere questo obiettivo, i progettisti hanno studiato una struttura leggera, sospesa al soffitto che riprende l'idea del lampadario, attualizzandolo. L'oggetto che noi oggi vediamo nelle sale, è il risultato di uno studio innovativo sia per i materiali utilizzati – fibra di carbonio - sia per l'impiego di un sofisticato sistema di regolazione della luce. Esempio emblematico del
risultato ottenuto lo si apprezza nel Salone Dorato, dove i capolavori sono tornati ad emergere in tutta la loro bellezza e plasticità, svelando molti dettagli rimasti finora nella penombra. Il Poldi Pezzoli è un museo caratterizzato dalla presenza non soltanto di dipinti e sculture, ma anche di importanti collezioni di oggetti di arte applicata (gioielli e oreficerie, armi e armature antiche, tessuti, pizzi e ricami, vetri, tappeti, arazzi, orologi meccanici e solari...); è stato quindi necessario prestare un'attenzione particolare e sviluppare un progetto ad hoc, sala per sala, per illuminare in maniera ottimale oggetti di tipologia eterogenea, attraverso una luce il più possibile naturale e vicina a quella solare, in modo da non alterare la percezione delle qualità dei diversi materiali.
La Sala d'Armi
Un caso particolare è, senza dubbio, la suggestiva Sala d'Armi: inaugurata nel 2000 con un'opera d'arte globale di Arnaldo Pomodoro, presentava un'illuminazione ormai superata e insufficiente a valorizzare adeguatamente gli straordinari oggetti che vi sono esposti, anche in considerazione delle aspettative del pubblico contemporaneo riguardo all'illuminazione delle opere in un museo. In accordo con il Maestro, le luci delle vetrine e i faretti posizionati sul cornicione e sulla volta sono stati sostituiti con sorgenti a LED di ultima generazione, fornite da Futuro Luce, in linea con quanto predisposto in tutto il Museo. L'illuminazione della sala si è quindi uniformata a quella degli altri spazi del Museo, premettendo una visione più accurata dei dettagli delle opere esposte, pur mantenendo intatta la volontà di restituire al pubblico un ambiente particolarmente evocativo come la Sala d'Armi.
Il nuovo sistema di illuminazione, altamente innovativo, progettato appositamente per il Museo dallo Studio Ferrara Palladino Lightscape, insieme ai fornitori che si sono succeduti negli anni (tra gli altri, Eleber e Vega) non è ancora stato utilizzato in alcun altro museo del mondo. Grazie a questo intervento, che consente di illuminare in maniera ottimale e personalizzata ogni opera, il pubblico può ora osservare e apprezzare in maniera molto più soddisfacente e appagante la straordinaria qualità delle opere esposte nelle sale del Museo.
Il progetto è stato realizzato con il determinante e davvero lungimirante sostegno di Regione Lombardia che ha scelto di accompagnare il Museo anche nella fase preliminare del progetto tramite un'apposita convenzione nel 2009 ‒ che prevedeva un concorso a chiamata e una successiva mostra delle proposte degli studi illuminotecnici partecipanti, con il coinvolgimento di tutti i colleghi dei musei lombardi e di tutto il pubblico; e infine la realizzazione di una sala pilota ‒ e proseguendo insieme nei successivi sette anni.
Inoltre la nuova illuminazione non sarebbe stata possibile senza il sostegno dell'Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli e di generosi donatori, società e privati, che hanno scelto di sostenere intere sale o altri che, attraverso la campagna di crowdfunding Illumina la tua opera, hanno scelto di migliorare l'illuminazione della propria opera preferita. Si citano, tra gli altri, Banca Aletti, Giorgio e Gabriella Antonini, Coeclerici SpA, Paolo Gerini e Fondazione Victoria.

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