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‘Too beautiful to eatì, la piattaforma che associa esperienze culinarie gourmet in contesti culturali e scenografici diversi dal momento d'acquisto



L'idea di dissociare temporalmente il momento dell'acquisto, online, di un menu gourmet dall'esperienza culinaria da vivere in uno spazio scenografico diverso dal luogo e dal tempo

di ordinazione, è senz'altro una formula innovativa che può essere applicata in contesti nuovi valorizzando eventi, location e attrazioni che possono venire contaminati dal tema del food per creare interazione fra le tre F del Made in Italy, Food, Fashion & Furniture, attraverso un'unica inedita piattaforma. Il sistema consente infatti di avere permessi alla distribuzione del cibo molto più agili e informali che possono permettere a spazi come gallerie, showroom e altre location non concepiti strutturalmente e normativamente per la preparazione e consumo del food, di offrire ai propri utenti e visitatori un'esperienza gastronomica anche per prolungati periodi di tempo. Ma non si tratta solo di un'idea che potrebbe rivoluzionare le dinamiche di consumo e di marketing strategico dell'accoglienza. Il progetto è stato per la prima volta sperimentato durante l'edizione 2017 del Salone del Mobile grazie all'ingegno della designer italo-colombiana Lucy Salamanca che ora si prepara a testare ancora il format per renderlo un servizio permanente. Ricerca e combinazioni virtuose tra mondi impregnati di arte, moda e cultura da un lato ed nuove possibilità di consumo di food stellato dall'altro attraverso un modello sperimentale di fruizione di cibo gourmet all'interno delle stesse location. Se è vero che il cibo accompagna sempre di più la cultura e i momenti dell'acquisto non sempre gli showroom e le gallerie possono contemplare cucine e costosi servizi di ristorazione. L'idea nuova di “un'ospitalità smart” a disposizione dei clienti in contesti tradizionalmente impossibilitati ad accogliere un servizio di food semi-permanente apre le porte a un nuovo servizio di contaminazione dell'acquisto che attrae golosi utenti a vivere esperienze sensoriali in contesti dedicati alla vendita di design, arte e moda. L'utente dunque, oltre a dissociare temporalmente il momento dell'acquisto e quello del consumo, sceglie dove ritirare l'ordine o venir ospitato. Costruire esperienze nuove di collaborazione tra mondi creativi partendo da una nuova concezione spazio – temporale di ordine e consumo del food. Il progetto innovativo si chiama “Too beautiful to eat” ed è nato dall'intuizione di Lucy Salamanca. La designer, italo-colombiana, ha studiato all'Università di Bogotà Industrial Design e poi si è specializzata 1985 all'Istituto Europeo Design di Milano. Dal 1991 al 1996 è art-director a Milano, Pesaro e Bologna per Zigurat Design Group. Nel 2013 fa parte del team creativo a cui è affidato il compito di progettare HOMI per Fiera Milano. «Le nuove idee», racconta la designer, «vengono dalla intuizione delle trasformazioni possibili del mercato e dall'ideazione di concept sempre nuovi e tendenze che investono gli stili di vita e l'identità stessa dei prodotti e dei canali di vendita». Ed è partendo da questa consapevolezza di base che Lucy Salamanca, durante il Salone del Mobile 2017, ha proposto l'ambiziosa iniziativa “Too beautiful to eat”. Uno spazio da vivere e gustare in un mix estetico e culinario di oggetti, materiali, manufatti di alta artigianalità italiana (tra cui le creazioni dell'orafo/designer Cristian Defranchi, quelle di Roberta Cenci, ma anche della Graziano Ricami, della Kube Design, di Italpiega, Odorizzi, Grevi, e dei giovani artisti del gruppo Demanumea) con menu degustazioni interpretati dallo Chef Barbaglini.“Too beautiful to eat”, andato in scena nella prestigiosa cornice di via Savona 43, durante il Fuorisalone; spin-off del format “Marche Creative”, promosso da Graziano Ricami e inaugurato durante la prima edizione della Design City Milano con l'obiettivo di rilanciare i territori colpiti dal sisma, ha conquistato i visitatori grazie alla possibilità per il “popolo della Design Week” di prenotare e acquistare online, sul sito www.toobeautifultoeat.com, i menu gourmet preparati dallo Chef stellato e consumarli tra gli spazi scenografici della location; dissociando così, temporalmente, appunto, l'esperienza culinaria vissuta in un luogo fisico, dal momento dell'acquisto.«Quello del Salone del Mobile», spiega Lucy, «è stato un esperimento temporaneo riuscito molto bene. Anche se il format era sperimentale, il grande riscontro avuto da parte del pubblico ci ha convinti a replicare il progetto». L'obiettivo adesso è alzare l'asticella: «ci sono ancora delle resistenze», sottolinea Lucy, «delle barriere psicologiche che ostacolano la possibilità di consumare dei menu, prenotati online, in luoghi come gallerie d'arte, musei, design district». Ma quello tracciato dalla Salamanca è un quadro preciso. «Capovolgiamo il sistema», dice. «Apriamo questi luoghi al mondo del food e alle combinazioni culinarie di eccellenza da proporre, però, sempre a prezzi contenuti». Per questa ragione la designer sta intraprendendo una serie di partnership con diverse realtà. Sulla piattaforma “too beautiful to eat” si potrà acquistare il menu gourmet che si preferisce, da sottolineare che ogni proposta dello chef sarà elaborata in base alle caratteristiche dello spazio dove poi sarà consumato. «Questo modello di nuovo consumo che abbiamo sviluppato è nato per essere sempre più aderenti ai nuovi bisogni delle persone: apro la piattaforma, prenoto il menu, e lo consumo nella bellissima location selezionata e predisposta ad hoc per godere e continuare l'esperienza d'acquisto».”

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‘Too beautiful to eatì, la piattaforma che associa esperienze culinarie gourmet in contesti culturali e scenografici diversi dal momento d'acquisto



L'idea di dissociare temporalmente il momento dell'acquisto, online, di un menu gourmet dall'esperienza culinaria da vivere in uno spazio scenografico diverso dal luogo e dal tempo

di ordinazione, è senz'altro una formula innovativa che può essere applicata in contesti nuovi valorizzando eventi, location e attrazioni che possono venire contaminati dal tema del food per creare interazione fra le tre F del Made in Italy, Food, Fashion & Furniture, attraverso un'unica inedita piattaforma. Il sistema consente infatti di avere permessi alla distribuzione del cibo molto più agili e informali che possono permettere a spazi come gallerie, showroom e altre location non concepiti strutturalmente e normativamente per la preparazione e consumo del food, di offrire ai propri utenti e visitatori un'esperienza gastronomica anche per prolungati periodi di tempo. Ma non si tratta solo di un'idea che potrebbe rivoluzionare le dinamiche di consumo e di marketing strategico dell'accoglienza. Il progetto è stato per la prima volta sperimentato durante l'edizione 2017 del Salone del Mobile grazie all'ingegno della designer italo-colombiana Lucy Salamanca che ora si prepara a testare ancora il format per renderlo un servizio permanente. Ricerca e combinazioni virtuose tra mondi impregnati di arte, moda e cultura da un lato ed nuove possibilità di consumo di food stellato dall'altro attraverso un modello sperimentale di fruizione di cibo gourmet all'interno delle stesse location. Se è vero che il cibo accompagna sempre di più la cultura e i momenti dell'acquisto non sempre gli showroom e le gallerie possono contemplare cucine e costosi servizi di ristorazione. L'idea nuova di “un'ospitalità smart” a disposizione dei clienti in contesti tradizionalmente impossibilitati ad accogliere un servizio di food semi-permanente apre le porte a un nuovo servizio di contaminazione dell'acquisto che attrae golosi utenti a vivere esperienze sensoriali in contesti dedicati alla vendita di design, arte e moda. L'utente dunque, oltre a dissociare temporalmente il momento dell'acquisto e quello del consumo, sceglie dove ritirare l'ordine o venir ospitato. Costruire esperienze nuove di collaborazione tra mondi creativi partendo da una nuova concezione spazio – temporale di ordine e consumo del food. Il progetto innovativo si chiama “Too beautiful to eat” ed è nato dall'intuizione di Lucy Salamanca. La designer, italo-colombiana, ha studiato all'Università di Bogotà Industrial Design e poi si è specializzata 1985 all'Istituto Europeo Design di Milano. Dal 1991 al 1996 è art-director a Milano, Pesaro e Bologna per Zigurat Design Group. Nel 2013 fa parte del team creativo a cui è affidato il compito di progettare HOMI per Fiera Milano. «Le nuove idee», racconta la designer, «vengono dalla intuizione delle trasformazioni possibili del mercato e dall'ideazione di concept sempre nuovi e tendenze che investono gli stili di vita e l'identità stessa dei prodotti e dei canali di vendita». Ed è partendo da questa consapevolezza di base che Lucy Salamanca, durante il Salone del Mobile 2017, ha proposto l'ambiziosa iniziativa “Too beautiful to eat”. Uno spazio da vivere e gustare in un mix estetico e culinario di oggetti, materiali, manufatti di alta artigianalità italiana (tra cui le creazioni dell'orafo/designer Cristian Defranchi, quelle di Roberta Cenci, ma anche della Graziano Ricami, della Kube Design, di Italpiega, Odorizzi, Grevi, e dei giovani artisti del gruppo Demanumea) con menu degustazioni interpretati dallo Chef Barbaglini.“Too beautiful to eat”, andato in scena nella prestigiosa cornice di via Savona 43, durante il Fuorisalone; spin-off del format “Marche Creative”, promosso da Graziano Ricami e inaugurato durante la prima edizione della Design City Milano con l'obiettivo di rilanciare i territori colpiti dal sisma, ha conquistato i visitatori grazie alla possibilità per il “popolo della Design Week” di prenotare e acquistare online, sul sito www.toobeautifultoeat.com, i menu gourmet preparati dallo Chef stellato e consumarli tra gli spazi scenografici della location; dissociando così, temporalmente, appunto, l'esperienza culinaria vissuta in un luogo fisico, dal momento dell'acquisto.«Quello del Salone del Mobile», spiega Lucy, «è stato un esperimento temporaneo riuscito molto bene. Anche se il format era sperimentale, il grande riscontro avuto da parte del pubblico ci ha convinti a replicare il progetto». L'obiettivo adesso è alzare l'asticella: «ci sono ancora delle resistenze», sottolinea Lucy, «delle barriere psicologiche che ostacolano la possibilità di consumare dei menu, prenotati online, in luoghi come gallerie d'arte, musei, design district». Ma quello tracciato dalla Salamanca è un quadro preciso. «Capovolgiamo il sistema», dice. «Apriamo questi luoghi al mondo del food e alle combinazioni culinarie di eccellenza da proporre, però, sempre a prezzi contenuti». Per questa ragione la designer sta intraprendendo una serie di partnership con diverse realtà. Sulla piattaforma “too beautiful to eat” si potrà acquistare il menu gourmet che si preferisce, da sottolineare che ogni proposta dello chef sarà elaborata in base alle caratteristiche dello spazio dove poi sarà consumato. «Questo modello di nuovo consumo che abbiamo sviluppato è nato per essere sempre più aderenti ai nuovi bisogni delle persone: apro la piattaforma, prenoto il menu, e lo consumo nella bellissima location selezionata e predisposta ad hoc per godere e continuare l'esperienza d'acquisto».”

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L'idea di dissociare temporalmente il momento dell'acquisto, online, di un menu gourmet dall'esperienza culinaria da vivere in uno spazio scenografico diverso dal luogo e dal tempo

di ordinazione, è senz'altro una formula innovativa che può essere applicata in contesti nuovi valorizzando eventi, location e attrazioni che possono venire contaminati dal tema del food per creare interazione fra le tre F del Made in Italy, Food, Fashion & Furniture, attraverso un'unica inedita piattaforma. Il sistema consente infatti di avere permessi alla distribuzione del cibo molto più agili e informali che possono permettere a spazi come gallerie, showroom e altre location non concepiti strutturalmente e normativamente per la preparazione e consumo del food, di offrire ai propri utenti e visitatori un'esperienza gastronomica anche per prolungati periodi di tempo. Ma non si tratta solo di un'idea che potrebbe rivoluzionare le dinamiche di consumo e di marketing strategico dell'accoglienza. Il progetto è stato per la prima volta sperimentato durante l'edizione 2017 del Salone del Mobile grazie all'ingegno della designer italo-colombiana Lucy Salamanca che ora si prepara a testare ancora il format per renderlo un servizio permanente. Ricerca e combinazioni virtuose tra mondi impregnati di arte, moda e cultura da un lato ed nuove possibilità di consumo di food stellato dall'altro attraverso un modello sperimentale di fruizione di cibo gourmet all'interno delle stesse location. Se è vero che il cibo accompagna sempre di più la cultura e i momenti dell'acquisto non sempre gli showroom e le gallerie possono contemplare cucine e costosi servizi di ristorazione. L'idea nuova di “un'ospitalità smart” a disposizione dei clienti in contesti tradizionalmente impossibilitati ad accogliere un servizio di food semi-permanente apre le porte a un nuovo servizio di contaminazione dell'acquisto che attrae golosi utenti a vivere esperienze sensoriali in contesti dedicati alla vendita di design, arte e moda. L'utente dunque, oltre a dissociare temporalmente il momento dell'acquisto e quello del consumo, sceglie dove ritirare l'ordine o venir ospitato. Costruire esperienze nuove di collaborazione tra mondi creativi partendo da una nuova concezione spazio – temporale di ordine e consumo del food. Il progetto innovativo si chiama “Too beautiful to eat” ed è nato dall'intuizione di Lucy Salamanca. La designer, italo-colombiana, ha studiato all'Università di Bogotà Industrial Design e poi si è specializzata 1985 all'Istituto Europeo Design di Milano. Dal 1991 al 1996 è art-director a Milano, Pesaro e Bologna per Zigurat Design Group. Nel 2013 fa parte del team creativo a cui è affidato il compito di progettare HOMI per Fiera Milano. «Le nuove idee», racconta la designer, «vengono dalla intuizione delle trasformazioni possibili del mercato e dall'ideazione di concept sempre nuovi e tendenze che investono gli stili di vita e l'identità stessa dei prodotti e dei canali di vendita». Ed è partendo da questa consapevolezza di base che Lucy Salamanca, durante il Salone del Mobile 2017, ha proposto l'ambiziosa iniziativa “Too beautiful to eat”. Uno spazio da vivere e gustare in un mix estetico e culinario di oggetti, materiali, manufatti di alta artigianalità italiana (tra cui le creazioni dell'orafo/designer Cristian Defranchi, quelle di Roberta Cenci, ma anche della Graziano Ricami, della Kube Design, di Italpiega, Odorizzi, Grevi, e dei giovani artisti del gruppo Demanumea) con menu degustazioni interpretati dallo Chef Barbaglini.“Too beautiful to eat”, andato in scena nella prestigiosa cornice di via Savona 43, durante il Fuorisalone; spin-off del format “Marche Creative”, promosso da Graziano Ricami e inaugurato durante la prima edizione della Design City Milano con l'obiettivo di rilanciare i territori colpiti dal sisma, ha conquistato i visitatori grazie alla possibilità per il “popolo della Design Week” di prenotare e acquistare online, sul sito www.toobeautifultoeat.com, i menu gourmet preparati dallo Chef stellato e consumarli tra gli spazi scenografici della location; dissociando così, temporalmente, appunto, l'esperienza culinaria vissuta in un luogo fisico, dal momento dell'acquisto.«Quello del Salone del Mobile», spiega Lucy, «è stato un esperimento temporaneo riuscito molto bene. Anche se il format era sperimentale, il grande riscontro avuto da parte del pubblico ci ha convinti a replicare il progetto». L'obiettivo adesso è alzare l'asticella: «ci sono ancora delle resistenze», sottolinea Lucy, «delle barriere psicologiche che ostacolano la possibilità di consumare dei menu, prenotati online, in luoghi come gallerie d'arte, musei, design district». Ma quello tracciato dalla Salamanca è un quadro preciso. «Capovolgiamo il sistema», dice. «Apriamo questi luoghi al mondo del food e alle combinazioni culinarie di eccellenza da proporre, però, sempre a prezzi contenuti». Per questa ragione la designer sta intraprendendo una serie di partnership con diverse realtà. Sulla piattaforma “too beautiful to eat” si potrà acquistare il menu gourmet che si preferisce, da sottolineare che ogni proposta dello chef sarà elaborata in base alle caratteristiche dello spazio dove poi sarà consumato. «Questo modello di nuovo consumo che abbiamo sviluppato è nato per essere sempre più aderenti ai nuovi bisogni delle persone: apro la piattaforma, prenoto il menu, e lo consumo nella bellissima location selezionata e predisposta ad hoc per godere e continuare l'esperienza d'acquisto».”

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