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Avvenia: sale al 74% il numero di imprese che investe in efficienza energetica



Il 74% delle aziende ha investito in efficienza energetica negli ultimi 3 anni. Questo il bilancio tracciato da Avvenia (www.avvenia.com), uno dei maggiori

player italiani nell'ambito dell'efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, attraverso un sondaggio realizzato in Italia su un campione di 2.000 aziende appartenenti a diversi segmenti industriali.
«Il campione è di tipo non probabilistico ma é statisticamente rappresentativo delle imprese lungo tutto il territorio nazionale e può quindi essere utile per comprendere la situazione nel nostro Paese in merito all'efficienza energetica, soprattutto ora che sta aumentando la domanda di energia primaria» commenta il dott. Alessio Cristofari, Direttore dello Sviluppo Business di Avvenia con delega alle «Strategie di mercato Esco».
E sì, la domanda di energia primaria è in aumento di anno in anno e non solo in Italia. Secondo Avvenia a livello globale l'aumento arriverà addirittura a marcare una crescita del 38% nel 2040.
«Per attenuare la "pressione" sul sistema energetico globale sarà dunque di fondamentale importanza implementare nuove "contromisure" di efficientamento energetico: una soluzione di particolare interesse per le imprese poiché oggi i progetti di "white economy" come quelli messi a punto da Avvenia consentono un'importante riduzione dei consumi, risparmi sui costi, vantaggi competitivi e nuove opportunità di business» puntualizza Alessio Cristofari.
Avvenia è infatti tra le eccellenze mondiali nel campo della ricerca e dello sviluppo in ambito «white economy», un'azienda dinamica caratterizzata dalla più alta specializzazione per competenze e dal più elevato numero in assoluto di progetti di efficientamento presentati e gestiti rispetto alla concorrenza. Tra i suoi clienti importanti realtà di rilievo come Bayer, Birra Peroni, Coca Cola, Ferrarelle, Ferrero, Fiat, Maserati, Moto Guzzi, Pfizer, Piaggio, Plasmon, Trenitalia.
Ma quale è la sensibilità delle imprese verso questa gestione intelligente dell'energia? Proprio per rispondere a questa domanda Avvenia ha realizzato il sondaggio che indaga come si rapportano le aziende rispetto al tema dell'efficienza energetica.
E il risultato è che il 74% delle aziende italiane ha investito in iniziative di efficienza energetica negli ultimi 3 anni. «L'attenzione verso questo tema è dunque alta, ma manca ancora un approccio più strutturato all'efficientamento energetico» sottolinea Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia.
Vero è infatti che, secondo quanto rilevato da Avvenia, solo il 48% delle aziende si pone obiettivi misurabili ed appena il 32% adotta strategie strutturate.
Le risorse vengono impiegate con un criterio poco strutturato dalle aziende italiane che molto spesso affrontano le questioni di efficienza energetica senza prendere in considerazione tutti i livelli organizzativi aziendali.
Un'azienda su 3 fissa solo obiettivi generici, a porsi obiettivi a livello di funzione è solo il 9% delle imprese, a livello di area solo il 5% ed a livello di equipaggiamento ancora meno: appena il 3%.
A frenare il percorso verso l'efficienza energetica per quasi un'azienda su due (49%) è soprattutto la necessità di destinare le risorse ad altre priorità ritenute più urgenti, tuttavia il 68% delle aziende dice che in futuro manterrà o aumenterà i propri investimenti in efficienza energetica, ritenendo tali investimenti utili a contenere i costi nel breve periodo (42%).
Guardando alle differenze locali, Avvenia ha calcolato l'indice 2017 di propensione all'efficientamento energetico delle aziende nelle diverse regioni d'Italia. Ne deriva una graduatoria che vede aggiudicare il valore 0 quando la propensione è nulla ed 1 quando la propensione è massima.
In testa in questa graduatoria la Lombardia con un indice pari a 0,92, Trentino Alto Adige con un indice pari a 0,89 e Lazio con un indice pari a 0,86. Seguono poi nella classifica: Veneto (0,85), Umbria (0,82), Emilia Romagna (0,80), Piemonte (0,79), Toscana (0,78), Liguria (0,75) e Sardegna (0,71).
«Certo la propensione a investire in efficienza energetica è maggiore quanto maggiore è la dimensione dell'impresa, ma abbiamo osservato che vi è un impegno nella direzione dell'efficientamento anche da parte delle medie e piccole imprese, sia nel settore manifatturiero che nei servizi» conclude il Direttore dello Sviluppo Business di Avvenia, dott. Alessio Cristofari.

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Avvenia: sale al 74% il numero di imprese che investe in efficienza energetica



Il 74% delle aziende ha investito in efficienza energetica negli ultimi 3 anni. Questo il bilancio tracciato da Avvenia (www.avvenia.com), uno dei maggiori

player italiani nell'ambito dell'efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, attraverso un sondaggio realizzato in Italia su un campione di 2.000 aziende appartenenti a diversi segmenti industriali.
«Il campione è di tipo non probabilistico ma é statisticamente rappresentativo delle imprese lungo tutto il territorio nazionale e può quindi essere utile per comprendere la situazione nel nostro Paese in merito all'efficienza energetica, soprattutto ora che sta aumentando la domanda di energia primaria» commenta il dott. Alessio Cristofari, Direttore dello Sviluppo Business di Avvenia con delega alle «Strategie di mercato Esco».
E sì, la domanda di energia primaria è in aumento di anno in anno e non solo in Italia. Secondo Avvenia a livello globale l'aumento arriverà addirittura a marcare una crescita del 38% nel 2040.
«Per attenuare la "pressione" sul sistema energetico globale sarà dunque di fondamentale importanza implementare nuove "contromisure" di efficientamento energetico: una soluzione di particolare interesse per le imprese poiché oggi i progetti di "white economy" come quelli messi a punto da Avvenia consentono un'importante riduzione dei consumi, risparmi sui costi, vantaggi competitivi e nuove opportunità di business» puntualizza Alessio Cristofari.
Avvenia è infatti tra le eccellenze mondiali nel campo della ricerca e dello sviluppo in ambito «white economy», un'azienda dinamica caratterizzata dalla più alta specializzazione per competenze e dal più elevato numero in assoluto di progetti di efficientamento presentati e gestiti rispetto alla concorrenza. Tra i suoi clienti importanti realtà di rilievo come Bayer, Birra Peroni, Coca Cola, Ferrarelle, Ferrero, Fiat, Maserati, Moto Guzzi, Pfizer, Piaggio, Plasmon, Trenitalia.
Ma quale è la sensibilità delle imprese verso questa gestione intelligente dell'energia? Proprio per rispondere a questa domanda Avvenia ha realizzato il sondaggio che indaga come si rapportano le aziende rispetto al tema dell'efficienza energetica.
E il risultato è che il 74% delle aziende italiane ha investito in iniziative di efficienza energetica negli ultimi 3 anni. «L'attenzione verso questo tema è dunque alta, ma manca ancora un approccio più strutturato all'efficientamento energetico» sottolinea Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia.
Vero è infatti che, secondo quanto rilevato da Avvenia, solo il 48% delle aziende si pone obiettivi misurabili ed appena il 32% adotta strategie strutturate.
Le risorse vengono impiegate con un criterio poco strutturato dalle aziende italiane che molto spesso affrontano le questioni di efficienza energetica senza prendere in considerazione tutti i livelli organizzativi aziendali.
Un'azienda su 3 fissa solo obiettivi generici, a porsi obiettivi a livello di funzione è solo il 9% delle imprese, a livello di area solo il 5% ed a livello di equipaggiamento ancora meno: appena il 3%.
A frenare il percorso verso l'efficienza energetica per quasi un'azienda su due (49%) è soprattutto la necessità di destinare le risorse ad altre priorità ritenute più urgenti, tuttavia il 68% delle aziende dice che in futuro manterrà o aumenterà i propri investimenti in efficienza energetica, ritenendo tali investimenti utili a contenere i costi nel breve periodo (42%).
Guardando alle differenze locali, Avvenia ha calcolato l'indice 2017 di propensione all'efficientamento energetico delle aziende nelle diverse regioni d'Italia. Ne deriva una graduatoria che vede aggiudicare il valore 0 quando la propensione è nulla ed 1 quando la propensione è massima.
In testa in questa graduatoria la Lombardia con un indice pari a 0,92, Trentino Alto Adige con un indice pari a 0,89 e Lazio con un indice pari a 0,86. Seguono poi nella classifica: Veneto (0,85), Umbria (0,82), Emilia Romagna (0,80), Piemonte (0,79), Toscana (0,78), Liguria (0,75) e Sardegna (0,71).
«Certo la propensione a investire in efficienza energetica è maggiore quanto maggiore è la dimensione dell'impresa, ma abbiamo osservato che vi è un impegno nella direzione dell'efficientamento anche da parte delle medie e piccole imprese, sia nel settore manifatturiero che nei servizi» conclude il Direttore dello Sviluppo Business di Avvenia, dott. Alessio Cristofari.

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Il 74% delle aziende ha investito in efficienza energetica negli ultimi 3 anni. Questo il bilancio tracciato da Avvenia (www.avvenia.com), uno dei maggiori

player italiani nell'ambito dell'efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, attraverso un sondaggio realizzato in Italia su un campione di 2.000 aziende appartenenti a diversi segmenti industriali.
«Il campione è di tipo non probabilistico ma é statisticamente rappresentativo delle imprese lungo tutto il territorio nazionale e può quindi essere utile per comprendere la situazione nel nostro Paese in merito all'efficienza energetica, soprattutto ora che sta aumentando la domanda di energia primaria» commenta il dott. Alessio Cristofari, Direttore dello Sviluppo Business di Avvenia con delega alle «Strategie di mercato Esco».
E sì, la domanda di energia primaria è in aumento di anno in anno e non solo in Italia. Secondo Avvenia a livello globale l'aumento arriverà addirittura a marcare una crescita del 38% nel 2040.
«Per attenuare la "pressione" sul sistema energetico globale sarà dunque di fondamentale importanza implementare nuove "contromisure" di efficientamento energetico: una soluzione di particolare interesse per le imprese poiché oggi i progetti di "white economy" come quelli messi a punto da Avvenia consentono un'importante riduzione dei consumi, risparmi sui costi, vantaggi competitivi e nuove opportunità di business» puntualizza Alessio Cristofari.
Avvenia è infatti tra le eccellenze mondiali nel campo della ricerca e dello sviluppo in ambito «white economy», un'azienda dinamica caratterizzata dalla più alta specializzazione per competenze e dal più elevato numero in assoluto di progetti di efficientamento presentati e gestiti rispetto alla concorrenza. Tra i suoi clienti importanti realtà di rilievo come Bayer, Birra Peroni, Coca Cola, Ferrarelle, Ferrero, Fiat, Maserati, Moto Guzzi, Pfizer, Piaggio, Plasmon, Trenitalia.
Ma quale è la sensibilità delle imprese verso questa gestione intelligente dell'energia? Proprio per rispondere a questa domanda Avvenia ha realizzato il sondaggio che indaga come si rapportano le aziende rispetto al tema dell'efficienza energetica.
E il risultato è che il 74% delle aziende italiane ha investito in iniziative di efficienza energetica negli ultimi 3 anni. «L'attenzione verso questo tema è dunque alta, ma manca ancora un approccio più strutturato all'efficientamento energetico» sottolinea Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia.
Vero è infatti che, secondo quanto rilevato da Avvenia, solo il 48% delle aziende si pone obiettivi misurabili ed appena il 32% adotta strategie strutturate.
Le risorse vengono impiegate con un criterio poco strutturato dalle aziende italiane che molto spesso affrontano le questioni di efficienza energetica senza prendere in considerazione tutti i livelli organizzativi aziendali.
Un'azienda su 3 fissa solo obiettivi generici, a porsi obiettivi a livello di funzione è solo il 9% delle imprese, a livello di area solo il 5% ed a livello di equipaggiamento ancora meno: appena il 3%.
A frenare il percorso verso l'efficienza energetica per quasi un'azienda su due (49%) è soprattutto la necessità di destinare le risorse ad altre priorità ritenute più urgenti, tuttavia il 68% delle aziende dice che in futuro manterrà o aumenterà i propri investimenti in efficienza energetica, ritenendo tali investimenti utili a contenere i costi nel breve periodo (42%).
Guardando alle differenze locali, Avvenia ha calcolato l'indice 2017 di propensione all'efficientamento energetico delle aziende nelle diverse regioni d'Italia. Ne deriva una graduatoria che vede aggiudicare il valore 0 quando la propensione è nulla ed 1 quando la propensione è massima.
In testa in questa graduatoria la Lombardia con un indice pari a 0,92, Trentino Alto Adige con un indice pari a 0,89 e Lazio con un indice pari a 0,86. Seguono poi nella classifica: Veneto (0,85), Umbria (0,82), Emilia Romagna (0,80), Piemonte (0,79), Toscana (0,78), Liguria (0,75) e Sardegna (0,71).
«Certo la propensione a investire in efficienza energetica è maggiore quanto maggiore è la dimensione dell'impresa, ma abbiamo osservato che vi è un impegno nella direzione dell'efficientamento anche da parte delle medie e piccole imprese, sia nel settore manifatturiero che nei servizi» conclude il Direttore dello Sviluppo Business di Avvenia, dott. Alessio Cristofari.

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