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Wordpress, luci (poche) e ombre (molte)




E' sempre più importante aggiornare spesso i contenuti del proprio sito, per attirare e fidelizzare i visitatori: quindi il proprietario del sito deve poterlo editare, senza richiedere in continuazione l'intervento di un programmatore.
Per questo scopo sono nati i Content Management System (CMS), che consentono anche a persone senza conoscenze tecniche di modificare i contenuti dei siti.
Wordpress è il CMS più comunemente usato in tutto il mondo: oltre metà dei siti basati su CMS usano Wordpress. Il suo successo è dovuto soprattutto ai template molto belli e alla ricchezza di plug-in: questo consente a chi sviluppa siti di accontentare più facilmente il cliente. In particolare è proposto dai grafici, che hanno poca competenza sul web, ma puntano a colpire il cliente con look di grande effetto . 

I clienti di solito non sanno nulla del web e pensano che i siti belli attirino i visitatori: un'idea ridicola, perché ai visitatori non interessa l'estetica, ma i contenuti e la rapidità di navigazione. Inoltre i visitatori arrivano ai siti passando da Google, che valuta solo l'interesse dei contenuti, non certo l'estetica.

Wordpress è realmente valido solo per realizzare magazine con decine di migliaia di pagine e un team di redattori che quotidianamente lo usano (e la stessa cosa vale per Joomla e Drupal, meno diffusi perché più complicati).

Perché proporre un sito medio o piccolo fatto con Wordpress, anziché con un CMS meno complesso e più facile da gestire? Ci sono 2 motivazioni: chi fa il sito non conosce altri CMS più adatti a questi siti, oppure cerca di guadagnare di più nel tempo, perché il cliente che ha Wordpress è costretto a chiedere continui interventi di assistenza per gli aggiornamenti.
Ovviamente chi propone Wordpress non dice mai al cliente i problemi a cui va incontro:
  • Fare l'editing dei contenuti è piuttosto complicato, perché Wordpress è nato per fare grandi siti con molte funzioni. Gli utenti minori hanno difficoltà a imparare l'editing, quindi usano il programmatore anche solo per cambiare i testi, cosa che non capita coi sistemi più semplici.
  • I siti fatti con Wordpress sono molto lenti: per questo fanno perdere visitatori e sono penalizzati da Google.
  • Wordpress è spesso attaccato dagli hacker, perché il suo codice è pubblico: tutti lo conoscono e possono cercarne le falle (un esempio).
  • Per tappare queste falle bisogna fare frequenti aggiornamenti, ovviamente pagando nuovamente il programmatore: ma spesso le nuove versioni comportano problemi di compatibilità coi plugin, quindi maggiori costi.
    Questi sono problemi ben noti ai tecnici e facilmente verificabili.
    Per il secondo punto vedi https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights che dà la valutazione Google dei siti: prima di fare un sito in Wordpress verificate il giudizio di Google sui siti già realizzati da chi fa la proposta. 

    Il secondo punto è confermato anche da questo articolo parte 5:

      At best, a slow load time causes frustration for the marketers and developers working on the website. At worst, it can turn-off visitors and cause them to leave your site, costing you potential leads. Moreover, today, Google uses page load time in their ranking algorithm, and penalizes websites that move slower.


    Per il terzo punto vedi la sezione 3 di questo articolo e l'inizio di questo

    Per il quarto punto vedi questo al punto 12 : nota che devono essere sempre fatti gli aggiornamenti, perché servono a chiudere le falle che nel frattempo gli hacker hanno scoperto. 

    Per quanto riguarda il SEO vedi qui al punto 18

    Molti di questi punti sono confermati da questo articolo, che dice come Wordpress è vulnerabile, costoso e complicato da editare e da gestire (in particolare il SEO). 

    In conclusione Wordpress è un buon business per chi lo propone, non necessariamente la soluzione ottimale per il cliente.

    Massimo Boaron

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  • Wordpress, luci (poche) e ombre (molte)




    E' sempre più importante aggiornare spesso i contenuti del proprio sito, per attirare e fidelizzare i visitatori: quindi il proprietario del sito deve poterlo editare, senza richiedere in continuazione l'intervento di un programmatore.
    Per questo scopo sono nati i Content Management System (CMS), che consentono anche a persone senza conoscenze tecniche di modificare i contenuti dei siti.
    Wordpress è il CMS più comunemente usato in tutto il mondo: oltre metà dei siti basati su CMS usano Wordpress. Il suo successo è dovuto soprattutto ai template molto belli e alla ricchezza di plug-in: questo consente a chi sviluppa siti di accontentare più facilmente il cliente. In particolare è proposto dai grafici, che hanno poca competenza sul web, ma puntano a colpire il cliente con look di grande effetto . 

    I clienti di solito non sanno nulla del web e pensano che i siti belli attirino i visitatori: un'idea ridicola, perché ai visitatori non interessa l'estetica, ma i contenuti e la rapidità di navigazione. Inoltre i visitatori arrivano ai siti passando da Google, che valuta solo l'interesse dei contenuti, non certo l'estetica.

    Wordpress è realmente valido solo per realizzare magazine con decine di migliaia di pagine e un team di redattori che quotidianamente lo usano (e la stessa cosa vale per Joomla e Drupal, meno diffusi perché più complicati).

    Perché proporre un sito medio o piccolo fatto con Wordpress, anziché con un CMS meno complesso e più facile da gestire? Ci sono 2 motivazioni: chi fa il sito non conosce altri CMS più adatti a questi siti, oppure cerca di guadagnare di più nel tempo, perché il cliente che ha Wordpress è costretto a chiedere continui interventi di assistenza per gli aggiornamenti.
    Ovviamente chi propone Wordpress non dice mai al cliente i problemi a cui va incontro:
  • Fare l'editing dei contenuti è piuttosto complicato, perché Wordpress è nato per fare grandi siti con molte funzioni. Gli utenti minori hanno difficoltà a imparare l'editing, quindi usano il programmatore anche solo per cambiare i testi, cosa che non capita coi sistemi più semplici.
  • I siti fatti con Wordpress sono molto lenti: per questo fanno perdere visitatori e sono penalizzati da Google.
  • Wordpress è spesso attaccato dagli hacker, perché il suo codice è pubblico: tutti lo conoscono e possono cercarne le falle (un esempio).
  • Per tappare queste falle bisogna fare frequenti aggiornamenti, ovviamente pagando nuovamente il programmatore: ma spesso le nuove versioni comportano problemi di compatibilità coi plugin, quindi maggiori costi.
    Questi sono problemi ben noti ai tecnici e facilmente verificabili.
    Per il secondo punto vedi https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights che dà la valutazione Google dei siti: prima di fare un sito in Wordpress verificate il giudizio di Google sui siti già realizzati da chi fa la proposta. 

    Il secondo punto è confermato anche da questo articolo parte 5:

      At best, a slow load time causes frustration for the marketers and developers working on the website. At worst, it can turn-off visitors and cause them to leave your site, costing you potential leads. Moreover, today, Google uses page load time in their ranking algorithm, and penalizes websites that move slower.


    Per il terzo punto vedi la sezione 3 di questo articolo e l'inizio di questo

    Per il quarto punto vedi questo al punto 12 : nota che devono essere sempre fatti gli aggiornamenti, perché servono a chiudere le falle che nel frattempo gli hacker hanno scoperto. 

    Per quanto riguarda il SEO vedi qui al punto 18

    Molti di questi punti sono confermati da questo articolo, che dice come Wordpress è vulnerabile, costoso e complicato da editare e da gestire (in particolare il SEO). 

    In conclusione Wordpress è un buon business per chi lo propone, non necessariamente la soluzione ottimale per il cliente.

    Massimo Boaron

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  • Wordpress, luci (poche) e ombre (molte)




    E' sempre più importante aggiornare spesso i contenuti del proprio sito, per attirare e fidelizzare i visitatori: quindi il proprietario del sito deve poterlo editare, senza richiedere in continuazione l'intervento di un programmatore.
    Per questo scopo sono nati i Content Management System (CMS), che consentono anche a persone senza conoscenze tecniche di modificare i contenuti dei siti.
    Wordpress è il CMS più comunemente usato in tutto il mondo: oltre metà dei siti basati su CMS usano Wordpress. Il suo successo è dovuto soprattutto ai template molto belli e alla ricchezza di plug-in: questo consente a chi sviluppa siti di accontentare più facilmente il cliente. In particolare è proposto dai grafici, che hanno poca competenza sul web, ma puntano a colpire il cliente con look di grande effetto . 

    I clienti di solito non sanno nulla del web e pensano che i siti belli attirino i visitatori: un'idea ridicola, perché ai visitatori non interessa l'estetica, ma i contenuti e la rapidità di navigazione. Inoltre i visitatori arrivano ai siti passando da Google, che valuta solo l'interesse dei contenuti, non certo l'estetica.

    Wordpress è realmente valido solo per realizzare magazine con decine di migliaia di pagine e un team di redattori che quotidianamente lo usano (e la stessa cosa vale per Joomla e Drupal, meno diffusi perché più complicati).

    Perché proporre un sito medio o piccolo fatto con Wordpress, anziché con un CMS meno complesso e più facile da gestire? Ci sono 2 motivazioni: chi fa il sito non conosce altri CMS più adatti a questi siti, oppure cerca di guadagnare di più nel tempo, perché il cliente che ha Wordpress è costretto a chiedere continui interventi di assistenza per gli aggiornamenti.
    Ovviamente chi propone Wordpress non dice mai al cliente i problemi a cui va incontro:
  • Fare l'editing dei contenuti è piuttosto complicato, perché Wordpress è nato per fare grandi siti con molte funzioni. Gli utenti minori hanno difficoltà a imparare l'editing, quindi usano il programmatore anche solo per cambiare i testi, cosa che non capita coi sistemi più semplici.
  • I siti fatti con Wordpress sono molto lenti: per questo fanno perdere visitatori e sono penalizzati da Google.
  • Wordpress è spesso attaccato dagli hacker, perché il suo codice è pubblico: tutti lo conoscono e possono cercarne le falle (un esempio).
  • Per tappare queste falle bisogna fare frequenti aggiornamenti, ovviamente pagando nuovamente il programmatore: ma spesso le nuove versioni comportano problemi di compatibilità coi plugin, quindi maggiori costi.
    Questi sono problemi ben noti ai tecnici e facilmente verificabili.
    Per il secondo punto vedi https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights che dà la valutazione Google dei siti: prima di fare un sito in Wordpress verificate il giudizio di Google sui siti già realizzati da chi fa la proposta. 

    Il secondo punto è confermato anche da questo articolo parte 5:

      At best, a slow load time causes frustration for the marketers and developers working on the website. At worst, it can turn-off visitors and cause them to leave your site, costing you potential leads. Moreover, today, Google uses page load time in their ranking algorithm, and penalizes websites that move slower.


    Per il terzo punto vedi la sezione 3 di questo articolo e l'inizio di questo

    Per il quarto punto vedi questo al punto 12 : nota che devono essere sempre fatti gli aggiornamenti, perché servono a chiudere le falle che nel frattempo gli hacker hanno scoperto. 

    Per quanto riguarda il SEO vedi qui al punto 18

    Molti di questi punti sono confermati da questo articolo, che dice come Wordpress è vulnerabile, costoso e complicato da editare e da gestire (in particolare il SEO). 

    In conclusione Wordpress è un buon business per chi lo propone, non necessariamente la soluzione ottimale per il cliente.

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