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Oracle rende autonomous tutta la Cloud Platform



In occasione dell'evento CloudWorld NewYork, il Presidente Product Development di Oracle, Thomas Kurian, ha presentato le più

recenti innovazioni introdotte in Oracle Cloud Platform, che espandono le nuove funzionalità automatiche offerte con Oracle Cloud Platform Autonomous Services già presenti in Oracle Autonomous Database rendendo tutti i servizi di Oracle Cloud Platform in grado di autogestirsi, autoproteggersi e ripararsi in autonomia.
Con la nuova suite di servizi Cloud Platform automatizzati, Oracle definisce un nuovo standard di riferimento nell'ambito di queste tecnologie. L'azienda applica tecniche di intelligenza artificiale e machine learning in tutti i servizi Cloud Platform di nuova generazione, per aiutare i clienti a ridurre costi e rischi, accelerare i processi d'innovazione e ottenere insight predittivi.
Per innovarsi sempre più velocemente, le aziende hanno bisogno di un set di servizi cloud completo, sicuro e integrato con cui creare nuove applicazioni e gestire anche i carichi di lavoro più impegnativi in termini di risorse di calcolo. Solo i servizi cloud Oracle possono automatizzare compiti operativi essenziali come il tuning, il patching, il back up, gli aggiornamenti garantendo allo stesso tempo prestazioni ai massimi livelli, elevata disponibilità e sicurezza per i servizi IT enterprise. Ma c'è di più: per accelerare l'innovazione e migliorare i processi decisionali, Oracle Cloud Platform ora include ulteriori funzionalità autonome dedicate a sviluppo applicativo, mobile e bot, integrazione di app e dati, analytics, sicurezza e gestione.
“Il futuro e il successo dell'IT in ambito enterprise risiedono nella completa automazione” ha dichiarato Kurian. “In Oracle stiamo trasformando il futuro in realtà. Stiamo intessendo nella trama del cloud funzionalità autonome che aiutano i clienti a proteggere i loro sistemi, sviluppare più rapidamente innovazione e guadagnarsi un vantaggio competitivo fondamentale, grazie alla possibilità di prendere decisioni in modo più intelligente e in tempo reale”.
Le funzionalità automatizzate sono integrate nell'intera Oracle Cloud Platform, a partire dal primo database autonomo al mondo, presentato sul mercato nell'ultima edizione di Oracle Open World.
Oracle Autonomous Database si avvale di AI e machine learning per eliminare l'intervento umano, l'errore umano e le operazioni manuali di ottimizzazione, per ottenere livelli di disponibilità senza precedenti, performance elevate e sicurezza, a un costo molto inferiore che in passato.
Numerosi servizi database autonomi, dedicati individualmente a specifici carichi di lavoro, saranno resi disponibili nel corso del 2018: si tratta di Oracle Autonomous Data Warehouse Cloud Service per le analytics, Oracle Autonomous Database OLTP per i carichi di lavoro transazionali e misti e Oracle Autonomous NoSQL Database per operazioni di lettura/scrittura rapide su scala massiva.
Oltre a quanto previsto per Oracle Autonomous DataBase, nel corso della prima metà del 2018 è in programma il rilascio di funzionalità autonome per Oracle Cloud Platform dedicate allo sviluppo applicativo, a mobile e bots, all'integrazione, alle analytics, alla security ed alla gestione dei sistemi. Tutti i servizi Oracle Cloud Platform hanno in comune funzionalità autonome fondamentali.
• Funzionalità “Self-driving”, per abbattere i costi e aumentare la produttività, che eliminano il ricorso all'intervento umano per il provisioning, la protezione, il monitoraggio, il backup, il ripristino dei sistemi, la risoluzione dei problemi. Aggiornamenti e patch avvengono automaticamente a sistema funzionante, il ridimensionamento delle risorse di calcolo o di storage è istantaneo, senza causare interruzioni operative.
• Funzionalità “self securing”, per ridurre i rischi: protezione dagli attacchi esterni e da comportamenti dolosi da parte di utenti interni. Gli aggiornamenti di sicurezza sono applicati in automatico, a sistema funzionante, per proteggere dai cyberattacchi; la cifratura di tutti i dati è automatica.
• Funzionalità “self repairing” per una maggiore disponibilità: offre in automatico protezione da tutti i downtime pianificati e non pianificati, arrivando fino a una disponibilità del 99,995%, portando la durata mensile delle interruzioni operative a meno di 2,5 minuti – comprese le operazioni di manutenzione pianificata. .
Alcuni esempi delle altre capacità autonome che vengono aggiunte in altre aree funzionali di Oracle Cloud Platform sono i seguenti.
Sviluppo applicativo
• Artifact discovery, gestione delle dipendenze, aggiornamenti delle dipendenze in funzione di policy predefinite sono automatizzati, migliorando la qualità del codice e la produttività degli sviluppatori.
• Identificazione e risoluzione automatizzata dei problemi di sicurezza nella pipeline CI/CD, per ridurre significativamente i rischi.
• Generazione automatica di codice con una implementazione “single button” che permette anche agli utenti non specializzati di sviluppare rapidamente applicazioni.
Mobile e Bots
• Chatbot ad apprendimento autonomo che analizzano pattern di interazione e preferenze per automatizzare le attività più frequenti, dando agli sviluppatori più tempo per dedicarsi a compiti ad elevata produttività.
• Smart bot senza supervisione, che usano il machine learning per apprendere dalle conversazioni con gli utenti e consentire conversazioni fluide e contestualizzate.
• Caching automatizzato delle call API nel data center più vicino, in tempo reale, per ottenere la risposta a minore latenza possibile, in funzione del luogo in cui si trova l'utente finale.
Integrazione di applicazioni e dati
• Definizione autonoma delle integrazioni per automatizzare i processi di business attraverso molteplici applicazioni SaaS e on-premise.
• Definizione autonoma dei flussi di dati con creazione automatizzata di data lake e pipeline di preparazione per l'ingestione di dati (in streaming e in batch).
Analytics
• Automazione della discovery e della preparazione dei dati.
• Automazione dell'analisi per l'estrazione di dati significativi, la loro visualizzazione e la loro narrazione, così da rendere disponibili più velocemente insight in tempo reale.
Sicurezza e gestione
• Analisi con funzionalità di machine learning dei comportamenti di utenti ed entità, per isolare automaticamente ed eliminare utenti che agiscono in modo sospetto o malevolo.
• Controlli preventivi per intercettare le fuoriuscite di dati da repository strutturate e non strutturate.
• Repository unificate per dati di log, di performance, di user experience e di configurazione, con applicazione di tecniche di machine learning/intelligenza artificiale, così da eliminare la necessità di configurare e gestire metadati per la gestione delle performance e il monitoraggio di sicurezza - quali ad esempio dati di soglia, topologie server, drift di configurazione.
Oracle ha anche presentato, durante l'evento, un Oracle Digital Assistant che permette agli utenti di interagire su servizi Oracle SaaS e PaaS, incluse le analytics. Oracle Digital Assistant offre all'utente una connessione centralizzata per interagire con applicazioni CRM, ERP, HCM e dati di business intelligence; utilizza l'intelligenza artificiale per correlare in modo intelligente i dati e automatizzare i comportamenti dell'utente. Le funzionalità di Oracle Digital Assistant includono:
integrazione con device che comunicano in linguaggio naturale come Amazon Echo (Alexa), Apple Siri, Google Home and Speech, Harman Kardon (Cortana) e Microsoft Cortana;
algoritmi di machine learning basati su reti neurali profonde per processare i messaggi provenienti dai device vocali per comprendere l'input dell'utente finale e agire;
indirizzamento intelligente al bot che ha la base di conoscenza adatta per processare l'input dell'utente finale;
informazioni approfondite su comportamento utente, contesto, preferenze, routine, usate da Oracle Digital Assisant per apprendere automaticamente a raccomandare e automatizzare azioni su tutti i set di dati disponibili , per conto dell'utente.
“Il modello Platform as a Service è divenuto un componente essenziale per fornire soluzioni cloud che aiutino le aziende a promuovere agilità e innovazione nel business” ha dichiarato Saurabh Sharma, Principal Analyst di Ovum. “Presentando la sua piattaforma Autonomous PaaS basata su intelligenza artificiale e machine learning, Oracle offre la possibilità di migliorare la produttività, ridurre i costi e gli errori umani a tutte le aziende che stanno cercando nuovi modi per innovare più velocemente. Le funzionalità PaaS autonome di Oracle Cloud Platform permetteranno di scalare, archiviare, aggiornare, diagnosticare, correggere, rendere sicuri i servizi cloud PaaS a livello enterprise”.

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Oracle rende autonomous tutta la Cloud Platform



In occasione dell'evento CloudWorld NewYork, il Presidente Product Development di Oracle, Thomas Kurian, ha presentato le più

recenti innovazioni introdotte in Oracle Cloud Platform, che espandono le nuove funzionalità automatiche offerte con Oracle Cloud Platform Autonomous Services già presenti in Oracle Autonomous Database rendendo tutti i servizi di Oracle Cloud Platform in grado di autogestirsi, autoproteggersi e ripararsi in autonomia.
Con la nuova suite di servizi Cloud Platform automatizzati, Oracle definisce un nuovo standard di riferimento nell'ambito di queste tecnologie. L'azienda applica tecniche di intelligenza artificiale e machine learning in tutti i servizi Cloud Platform di nuova generazione, per aiutare i clienti a ridurre costi e rischi, accelerare i processi d'innovazione e ottenere insight predittivi.
Per innovarsi sempre più velocemente, le aziende hanno bisogno di un set di servizi cloud completo, sicuro e integrato con cui creare nuove applicazioni e gestire anche i carichi di lavoro più impegnativi in termini di risorse di calcolo. Solo i servizi cloud Oracle possono automatizzare compiti operativi essenziali come il tuning, il patching, il back up, gli aggiornamenti garantendo allo stesso tempo prestazioni ai massimi livelli, elevata disponibilità e sicurezza per i servizi IT enterprise. Ma c'è di più: per accelerare l'innovazione e migliorare i processi decisionali, Oracle Cloud Platform ora include ulteriori funzionalità autonome dedicate a sviluppo applicativo, mobile e bot, integrazione di app e dati, analytics, sicurezza e gestione.
“Il futuro e il successo dell'IT in ambito enterprise risiedono nella completa automazione” ha dichiarato Kurian. “In Oracle stiamo trasformando il futuro in realtà. Stiamo intessendo nella trama del cloud funzionalità autonome che aiutano i clienti a proteggere i loro sistemi, sviluppare più rapidamente innovazione e guadagnarsi un vantaggio competitivo fondamentale, grazie alla possibilità di prendere decisioni in modo più intelligente e in tempo reale”.
Le funzionalità automatizzate sono integrate nell'intera Oracle Cloud Platform, a partire dal primo database autonomo al mondo, presentato sul mercato nell'ultima edizione di Oracle Open World.
Oracle Autonomous Database si avvale di AI e machine learning per eliminare l'intervento umano, l'errore umano e le operazioni manuali di ottimizzazione, per ottenere livelli di disponibilità senza precedenti, performance elevate e sicurezza, a un costo molto inferiore che in passato.
Numerosi servizi database autonomi, dedicati individualmente a specifici carichi di lavoro, saranno resi disponibili nel corso del 2018: si tratta di Oracle Autonomous Data Warehouse Cloud Service per le analytics, Oracle Autonomous Database OLTP per i carichi di lavoro transazionali e misti e Oracle Autonomous NoSQL Database per operazioni di lettura/scrittura rapide su scala massiva.
Oltre a quanto previsto per Oracle Autonomous DataBase, nel corso della prima metà del 2018 è in programma il rilascio di funzionalità autonome per Oracle Cloud Platform dedicate allo sviluppo applicativo, a mobile e bots, all'integrazione, alle analytics, alla security ed alla gestione dei sistemi. Tutti i servizi Oracle Cloud Platform hanno in comune funzionalità autonome fondamentali.
• Funzionalità “Self-driving”, per abbattere i costi e aumentare la produttività, che eliminano il ricorso all'intervento umano per il provisioning, la protezione, il monitoraggio, il backup, il ripristino dei sistemi, la risoluzione dei problemi. Aggiornamenti e patch avvengono automaticamente a sistema funzionante, il ridimensionamento delle risorse di calcolo o di storage è istantaneo, senza causare interruzioni operative.
• Funzionalità “self securing”, per ridurre i rischi: protezione dagli attacchi esterni e da comportamenti dolosi da parte di utenti interni. Gli aggiornamenti di sicurezza sono applicati in automatico, a sistema funzionante, per proteggere dai cyberattacchi; la cifratura di tutti i dati è automatica.
• Funzionalità “self repairing” per una maggiore disponibilità: offre in automatico protezione da tutti i downtime pianificati e non pianificati, arrivando fino a una disponibilità del 99,995%, portando la durata mensile delle interruzioni operative a meno di 2,5 minuti – comprese le operazioni di manutenzione pianificata. .
Alcuni esempi delle altre capacità autonome che vengono aggiunte in altre aree funzionali di Oracle Cloud Platform sono i seguenti.
Sviluppo applicativo
• Artifact discovery, gestione delle dipendenze, aggiornamenti delle dipendenze in funzione di policy predefinite sono automatizzati, migliorando la qualità del codice e la produttività degli sviluppatori.
• Identificazione e risoluzione automatizzata dei problemi di sicurezza nella pipeline CI/CD, per ridurre significativamente i rischi.
• Generazione automatica di codice con una implementazione “single button” che permette anche agli utenti non specializzati di sviluppare rapidamente applicazioni.
Mobile e Bots
• Chatbot ad apprendimento autonomo che analizzano pattern di interazione e preferenze per automatizzare le attività più frequenti, dando agli sviluppatori più tempo per dedicarsi a compiti ad elevata produttività.
• Smart bot senza supervisione, che usano il machine learning per apprendere dalle conversazioni con gli utenti e consentire conversazioni fluide e contestualizzate.
• Caching automatizzato delle call API nel data center più vicino, in tempo reale, per ottenere la risposta a minore latenza possibile, in funzione del luogo in cui si trova l'utente finale.
Integrazione di applicazioni e dati
• Definizione autonoma delle integrazioni per automatizzare i processi di business attraverso molteplici applicazioni SaaS e on-premise.
• Definizione autonoma dei flussi di dati con creazione automatizzata di data lake e pipeline di preparazione per l'ingestione di dati (in streaming e in batch).
Analytics
• Automazione della discovery e della preparazione dei dati.
• Automazione dell'analisi per l'estrazione di dati significativi, la loro visualizzazione e la loro narrazione, così da rendere disponibili più velocemente insight in tempo reale.
Sicurezza e gestione
• Analisi con funzionalità di machine learning dei comportamenti di utenti ed entità, per isolare automaticamente ed eliminare utenti che agiscono in modo sospetto o malevolo.
• Controlli preventivi per intercettare le fuoriuscite di dati da repository strutturate e non strutturate.
• Repository unificate per dati di log, di performance, di user experience e di configurazione, con applicazione di tecniche di machine learning/intelligenza artificiale, così da eliminare la necessità di configurare e gestire metadati per la gestione delle performance e il monitoraggio di sicurezza - quali ad esempio dati di soglia, topologie server, drift di configurazione.
Oracle ha anche presentato, durante l'evento, un Oracle Digital Assistant che permette agli utenti di interagire su servizi Oracle SaaS e PaaS, incluse le analytics. Oracle Digital Assistant offre all'utente una connessione centralizzata per interagire con applicazioni CRM, ERP, HCM e dati di business intelligence; utilizza l'intelligenza artificiale per correlare in modo intelligente i dati e automatizzare i comportamenti dell'utente. Le funzionalità di Oracle Digital Assistant includono:
integrazione con device che comunicano in linguaggio naturale come Amazon Echo (Alexa), Apple Siri, Google Home and Speech, Harman Kardon (Cortana) e Microsoft Cortana;
algoritmi di machine learning basati su reti neurali profonde per processare i messaggi provenienti dai device vocali per comprendere l'input dell'utente finale e agire;
indirizzamento intelligente al bot che ha la base di conoscenza adatta per processare l'input dell'utente finale;
informazioni approfondite su comportamento utente, contesto, preferenze, routine, usate da Oracle Digital Assisant per apprendere automaticamente a raccomandare e automatizzare azioni su tutti i set di dati disponibili , per conto dell'utente.
“Il modello Platform as a Service è divenuto un componente essenziale per fornire soluzioni cloud che aiutino le aziende a promuovere agilità e innovazione nel business” ha dichiarato Saurabh Sharma, Principal Analyst di Ovum. “Presentando la sua piattaforma Autonomous PaaS basata su intelligenza artificiale e machine learning, Oracle offre la possibilità di migliorare la produttività, ridurre i costi e gli errori umani a tutte le aziende che stanno cercando nuovi modi per innovare più velocemente. Le funzionalità PaaS autonome di Oracle Cloud Platform permetteranno di scalare, archiviare, aggiornare, diagnosticare, correggere, rendere sicuri i servizi cloud PaaS a livello enterprise”.

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Oracle rende autonomous tutta la Cloud Platform



In occasione dell'evento CloudWorld NewYork, il Presidente Product Development di Oracle, Thomas Kurian, ha presentato le più

recenti innovazioni introdotte in Oracle Cloud Platform, che espandono le nuove funzionalità automatiche offerte con Oracle Cloud Platform Autonomous Services già presenti in Oracle Autonomous Database rendendo tutti i servizi di Oracle Cloud Platform in grado di autogestirsi, autoproteggersi e ripararsi in autonomia.
Con la nuova suite di servizi Cloud Platform automatizzati, Oracle definisce un nuovo standard di riferimento nell'ambito di queste tecnologie. L'azienda applica tecniche di intelligenza artificiale e machine learning in tutti i servizi Cloud Platform di nuova generazione, per aiutare i clienti a ridurre costi e rischi, accelerare i processi d'innovazione e ottenere insight predittivi.
Per innovarsi sempre più velocemente, le aziende hanno bisogno di un set di servizi cloud completo, sicuro e integrato con cui creare nuove applicazioni e gestire anche i carichi di lavoro più impegnativi in termini di risorse di calcolo. Solo i servizi cloud Oracle possono automatizzare compiti operativi essenziali come il tuning, il patching, il back up, gli aggiornamenti garantendo allo stesso tempo prestazioni ai massimi livelli, elevata disponibilità e sicurezza per i servizi IT enterprise. Ma c'è di più: per accelerare l'innovazione e migliorare i processi decisionali, Oracle Cloud Platform ora include ulteriori funzionalità autonome dedicate a sviluppo applicativo, mobile e bot, integrazione di app e dati, analytics, sicurezza e gestione.
“Il futuro e il successo dell'IT in ambito enterprise risiedono nella completa automazione” ha dichiarato Kurian. “In Oracle stiamo trasformando il futuro in realtà. Stiamo intessendo nella trama del cloud funzionalità autonome che aiutano i clienti a proteggere i loro sistemi, sviluppare più rapidamente innovazione e guadagnarsi un vantaggio competitivo fondamentale, grazie alla possibilità di prendere decisioni in modo più intelligente e in tempo reale”.
Le funzionalità automatizzate sono integrate nell'intera Oracle Cloud Platform, a partire dal primo database autonomo al mondo, presentato sul mercato nell'ultima edizione di Oracle Open World.
Oracle Autonomous Database si avvale di AI e machine learning per eliminare l'intervento umano, l'errore umano e le operazioni manuali di ottimizzazione, per ottenere livelli di disponibilità senza precedenti, performance elevate e sicurezza, a un costo molto inferiore che in passato.
Numerosi servizi database autonomi, dedicati individualmente a specifici carichi di lavoro, saranno resi disponibili nel corso del 2018: si tratta di Oracle Autonomous Data Warehouse Cloud Service per le analytics, Oracle Autonomous Database OLTP per i carichi di lavoro transazionali e misti e Oracle Autonomous NoSQL Database per operazioni di lettura/scrittura rapide su scala massiva.
Oltre a quanto previsto per Oracle Autonomous DataBase, nel corso della prima metà del 2018 è in programma il rilascio di funzionalità autonome per Oracle Cloud Platform dedicate allo sviluppo applicativo, a mobile e bots, all'integrazione, alle analytics, alla security ed alla gestione dei sistemi. Tutti i servizi Oracle Cloud Platform hanno in comune funzionalità autonome fondamentali.
• Funzionalità “Self-driving”, per abbattere i costi e aumentare la produttività, che eliminano il ricorso all'intervento umano per il provisioning, la protezione, il monitoraggio, il backup, il ripristino dei sistemi, la risoluzione dei problemi. Aggiornamenti e patch avvengono automaticamente a sistema funzionante, il ridimensionamento delle risorse di calcolo o di storage è istantaneo, senza causare interruzioni operative.
• Funzionalità “self securing”, per ridurre i rischi: protezione dagli attacchi esterni e da comportamenti dolosi da parte di utenti interni. Gli aggiornamenti di sicurezza sono applicati in automatico, a sistema funzionante, per proteggere dai cyberattacchi; la cifratura di tutti i dati è automatica.
• Funzionalità “self repairing” per una maggiore disponibilità: offre in automatico protezione da tutti i downtime pianificati e non pianificati, arrivando fino a una disponibilità del 99,995%, portando la durata mensile delle interruzioni operative a meno di 2,5 minuti – comprese le operazioni di manutenzione pianificata. .
Alcuni esempi delle altre capacità autonome che vengono aggiunte in altre aree funzionali di Oracle Cloud Platform sono i seguenti.
Sviluppo applicativo
• Artifact discovery, gestione delle dipendenze, aggiornamenti delle dipendenze in funzione di policy predefinite sono automatizzati, migliorando la qualità del codice e la produttività degli sviluppatori.
• Identificazione e risoluzione automatizzata dei problemi di sicurezza nella pipeline CI/CD, per ridurre significativamente i rischi.
• Generazione automatica di codice con una implementazione “single button” che permette anche agli utenti non specializzati di sviluppare rapidamente applicazioni.
Mobile e Bots
• Chatbot ad apprendimento autonomo che analizzano pattern di interazione e preferenze per automatizzare le attività più frequenti, dando agli sviluppatori più tempo per dedicarsi a compiti ad elevata produttività.
• Smart bot senza supervisione, che usano il machine learning per apprendere dalle conversazioni con gli utenti e consentire conversazioni fluide e contestualizzate.
• Caching automatizzato delle call API nel data center più vicino, in tempo reale, per ottenere la risposta a minore latenza possibile, in funzione del luogo in cui si trova l'utente finale.
Integrazione di applicazioni e dati
• Definizione autonoma delle integrazioni per automatizzare i processi di business attraverso molteplici applicazioni SaaS e on-premise.
• Definizione autonoma dei flussi di dati con creazione automatizzata di data lake e pipeline di preparazione per l'ingestione di dati (in streaming e in batch).
Analytics
• Automazione della discovery e della preparazione dei dati.
• Automazione dell'analisi per l'estrazione di dati significativi, la loro visualizzazione e la loro narrazione, così da rendere disponibili più velocemente insight in tempo reale.
Sicurezza e gestione
• Analisi con funzionalità di machine learning dei comportamenti di utenti ed entità, per isolare automaticamente ed eliminare utenti che agiscono in modo sospetto o malevolo.
• Controlli preventivi per intercettare le fuoriuscite di dati da repository strutturate e non strutturate.
• Repository unificate per dati di log, di performance, di user experience e di configurazione, con applicazione di tecniche di machine learning/intelligenza artificiale, così da eliminare la necessità di configurare e gestire metadati per la gestione delle performance e il monitoraggio di sicurezza - quali ad esempio dati di soglia, topologie server, drift di configurazione.
Oracle ha anche presentato, durante l'evento, un Oracle Digital Assistant che permette agli utenti di interagire su servizi Oracle SaaS e PaaS, incluse le analytics. Oracle Digital Assistant offre all'utente una connessione centralizzata per interagire con applicazioni CRM, ERP, HCM e dati di business intelligence; utilizza l'intelligenza artificiale per correlare in modo intelligente i dati e automatizzare i comportamenti dell'utente. Le funzionalità di Oracle Digital Assistant includono:
integrazione con device che comunicano in linguaggio naturale come Amazon Echo (Alexa), Apple Siri, Google Home and Speech, Harman Kardon (Cortana) e Microsoft Cortana;
algoritmi di machine learning basati su reti neurali profonde per processare i messaggi provenienti dai device vocali per comprendere l'input dell'utente finale e agire;
indirizzamento intelligente al bot che ha la base di conoscenza adatta per processare l'input dell'utente finale;
informazioni approfondite su comportamento utente, contesto, preferenze, routine, usate da Oracle Digital Assisant per apprendere automaticamente a raccomandare e automatizzare azioni su tutti i set di dati disponibili , per conto dell'utente.
“Il modello Platform as a Service è divenuto un componente essenziale per fornire soluzioni cloud che aiutino le aziende a promuovere agilità e innovazione nel business” ha dichiarato Saurabh Sharma, Principal Analyst di Ovum. “Presentando la sua piattaforma Autonomous PaaS basata su intelligenza artificiale e machine learning, Oracle offre la possibilità di migliorare la produttività, ridurre i costi e gli errori umani a tutte le aziende che stanno cercando nuovi modi per innovare più velocemente. Le funzionalità PaaS autonome di Oracle Cloud Platform permetteranno di scalare, archiviare, aggiornare, diagnosticare, correggere, rendere sicuri i servizi cloud PaaS a livello enterprise”.

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