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Airbus prepara il satellite Cheops per il lancio



Airbus Defence and Space ha completato la costruzione del satellite Cheops (Characterising Exoplanet Satellite). L'Agenzia


Spaziale Europea (ESA) ha recentemente dato la propria approvazione alla revisione di qualifica e accettazione. I rappresentanti di ESA, CDTI (Centro para el Desarrollo Tecnológico Industrial) e Airbus hanno presentato i dettagli della missione e del satellite nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso il sito Airbus di Madrid-Barajas.
Cheops è la prima delle missioni “small class” dell'ESA, progettata per essere pronta al lancio entro cinque anni, utilizza tecnologie collaudate e ha l'obiettivo di porre le basi per missioni più grandi e ambiziose. Il satellite svolgerà una missione scientifica ambiziosa, incentrata sulla definizione delle proprietà dei pianeti orbitanti attorno alle stelle vicine. Lo strumento che studierà questi esopianeti è un telescopio Ritchey-Chrétien fornito dall'Università di Berna, in Svizzera, il quale è integrato nella piattaforma AstroBus-S di Airbus, altamente flessibile e compatta.
La piattaforma AstroBus è già stata utilizzata in diverse missioni, quali: Spot 6 e 7, KazEOSat-1, PeruSat-1, Sentinel 5 Precursor e i satelliti metereologici di seconda generazione MetOp. Cheops pesa circa 300 kg e ha le dimensioni di un cubo di 1,5 metri. La sua creazione è stata affidata a un gruppo di 24 aziende di 11 Paesi Europei. Le sfide sono state enormi, in particolare perché il modello di volo doveva essere costruito e testato in soli due anni.
Airbus utilizzerà il tempo restante prima del lancio per ricontrollare il velivolo spaziale, caricare l'ultima versione del software, eseguire simulazioni relative alle manovre della fase iniziale di lancio (Launch Early Operation Phase - LEOP) e perfezionare le procedure di messa in orbita (In Orbit Commissioning - IOC). Il coinvolgimento di Airbus va però oltre le fasi LEOP, IOC e la consegna ufficiale del satellite, in quanto fornirà supporto nel controllo del satellite da terra e manutenzione durante la fase operativa. Il centro operativo e di supporto che coordinerà le operazioni principali del segmento di terra sarà situato presso l'INTA (Istituto Nazionale di Tecnologie Aerospaziali), vicino a Madrid.
La missione Cheops analizzerà il transito degli esopianeti quando passano davanti alle loro stelle per un periodo di almeno tre anni e mezzo (vita operativa programmata) e opererà in un'orbita eliosincrona a un'altitudine di 700 km. Questo consentirà di avere temperature stabili e la costante illuminazione dei propri pannelli solari, riducendo al minimo la possibilità di riflessi luminosi sul telescopio. Il lancio del satellite è programmato tra il 15 ottobre e il 14 novembre 2019 e avverrà a bordo di un lanciatore Soyuz dal Centro Spaziale Europeo di Kourou.
Cheops è una missione precorritrice. I dati del velivolo spaziale saranno utilizzati per elaborare un elenco degli esopianeti più promettenti in termini di capacità di sostenere la vita così come la conosciamo. Plato e Ariel sono le missioni dell'ESA che approfondiranno lo studio degli esopianeti a partire dal prossimo decennio.

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Airbus Defence and Space ha completato la costruzione del satellite Cheops (Characterising Exoplanet Satellite). L'Agenzia


Spaziale Europea (ESA) ha recentemente dato la propria approvazione alla revisione di qualifica e accettazione. I rappresentanti di ESA, CDTI (Centro para el Desarrollo Tecnológico Industrial) e Airbus hanno presentato i dettagli della missione e del satellite nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso il sito Airbus di Madrid-Barajas.
Cheops è la prima delle missioni “small class” dell'ESA, progettata per essere pronta al lancio entro cinque anni, utilizza tecnologie collaudate e ha l'obiettivo di porre le basi per missioni più grandi e ambiziose. Il satellite svolgerà una missione scientifica ambiziosa, incentrata sulla definizione delle proprietà dei pianeti orbitanti attorno alle stelle vicine. Lo strumento che studierà questi esopianeti è un telescopio Ritchey-Chrétien fornito dall'Università di Berna, in Svizzera, il quale è integrato nella piattaforma AstroBus-S di Airbus, altamente flessibile e compatta.
La piattaforma AstroBus è già stata utilizzata in diverse missioni, quali: Spot 6 e 7, KazEOSat-1, PeruSat-1, Sentinel 5 Precursor e i satelliti metereologici di seconda generazione MetOp. Cheops pesa circa 300 kg e ha le dimensioni di un cubo di 1,5 metri. La sua creazione è stata affidata a un gruppo di 24 aziende di 11 Paesi Europei. Le sfide sono state enormi, in particolare perché il modello di volo doveva essere costruito e testato in soli due anni.
Airbus utilizzerà il tempo restante prima del lancio per ricontrollare il velivolo spaziale, caricare l'ultima versione del software, eseguire simulazioni relative alle manovre della fase iniziale di lancio (Launch Early Operation Phase - LEOP) e perfezionare le procedure di messa in orbita (In Orbit Commissioning - IOC). Il coinvolgimento di Airbus va però oltre le fasi LEOP, IOC e la consegna ufficiale del satellite, in quanto fornirà supporto nel controllo del satellite da terra e manutenzione durante la fase operativa. Il centro operativo e di supporto che coordinerà le operazioni principali del segmento di terra sarà situato presso l'INTA (Istituto Nazionale di Tecnologie Aerospaziali), vicino a Madrid.
La missione Cheops analizzerà il transito degli esopianeti quando passano davanti alle loro stelle per un periodo di almeno tre anni e mezzo (vita operativa programmata) e opererà in un'orbita eliosincrona a un'altitudine di 700 km. Questo consentirà di avere temperature stabili e la costante illuminazione dei propri pannelli solari, riducendo al minimo la possibilità di riflessi luminosi sul telescopio. Il lancio del satellite è programmato tra il 15 ottobre e il 14 novembre 2019 e avverrà a bordo di un lanciatore Soyuz dal Centro Spaziale Europeo di Kourou.
Cheops è una missione precorritrice. I dati del velivolo spaziale saranno utilizzati per elaborare un elenco degli esopianeti più promettenti in termini di capacità di sostenere la vita così come la conosciamo. Plato e Ariel sono le missioni dell'ESA che approfondiranno lo studio degli esopianeti a partire dal prossimo decennio.

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Airbus Defence and Space ha completato la costruzione del satellite Cheops (Characterising Exoplanet Satellite). L'Agenzia


Spaziale Europea (ESA) ha recentemente dato la propria approvazione alla revisione di qualifica e accettazione. I rappresentanti di ESA, CDTI (Centro para el Desarrollo Tecnológico Industrial) e Airbus hanno presentato i dettagli della missione e del satellite nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso il sito Airbus di Madrid-Barajas.
Cheops è la prima delle missioni “small class” dell'ESA, progettata per essere pronta al lancio entro cinque anni, utilizza tecnologie collaudate e ha l'obiettivo di porre le basi per missioni più grandi e ambiziose. Il satellite svolgerà una missione scientifica ambiziosa, incentrata sulla definizione delle proprietà dei pianeti orbitanti attorno alle stelle vicine. Lo strumento che studierà questi esopianeti è un telescopio Ritchey-Chrétien fornito dall'Università di Berna, in Svizzera, il quale è integrato nella piattaforma AstroBus-S di Airbus, altamente flessibile e compatta.
La piattaforma AstroBus è già stata utilizzata in diverse missioni, quali: Spot 6 e 7, KazEOSat-1, PeruSat-1, Sentinel 5 Precursor e i satelliti metereologici di seconda generazione MetOp. Cheops pesa circa 300 kg e ha le dimensioni di un cubo di 1,5 metri. La sua creazione è stata affidata a un gruppo di 24 aziende di 11 Paesi Europei. Le sfide sono state enormi, in particolare perché il modello di volo doveva essere costruito e testato in soli due anni.
Airbus utilizzerà il tempo restante prima del lancio per ricontrollare il velivolo spaziale, caricare l'ultima versione del software, eseguire simulazioni relative alle manovre della fase iniziale di lancio (Launch Early Operation Phase - LEOP) e perfezionare le procedure di messa in orbita (In Orbit Commissioning - IOC). Il coinvolgimento di Airbus va però oltre le fasi LEOP, IOC e la consegna ufficiale del satellite, in quanto fornirà supporto nel controllo del satellite da terra e manutenzione durante la fase operativa. Il centro operativo e di supporto che coordinerà le operazioni principali del segmento di terra sarà situato presso l'INTA (Istituto Nazionale di Tecnologie Aerospaziali), vicino a Madrid.
La missione Cheops analizzerà il transito degli esopianeti quando passano davanti alle loro stelle per un periodo di almeno tre anni e mezzo (vita operativa programmata) e opererà in un'orbita eliosincrona a un'altitudine di 700 km. Questo consentirà di avere temperature stabili e la costante illuminazione dei propri pannelli solari, riducendo al minimo la possibilità di riflessi luminosi sul telescopio. Il lancio del satellite è programmato tra il 15 ottobre e il 14 novembre 2019 e avverrà a bordo di un lanciatore Soyuz dal Centro Spaziale Europeo di Kourou.
Cheops è una missione precorritrice. I dati del velivolo spaziale saranno utilizzati per elaborare un elenco degli esopianeti più promettenti in termini di capacità di sostenere la vita così come la conosciamo. Plato e Ariel sono le missioni dell'ESA che approfondiranno lo studio degli esopianeti a partire dal prossimo decennio.

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